venerdì 6 giugno 2014
D-Day
Un forte contingente militare angloamericano, con un assalto aviotrasportato e uno anfibio cerca di stabilire una testa di ponte in Normandia per la successiva riconquista dell'Europa.
L'operazione durerà diversi giorni (si concluderà formalmente il 30 giugno), ed avrà il successo sperato.
domenica 3 febbraio 2013
Situazione 53° compagnia "Felina" il 4 febbraio 1943
Forza effettiva: 347
Forza presente: 325
Ospedale: 22
Situazione al 4 febbraio 1943:
Forza effettiva: 347
Forza presente: 111
Feriti: 25
Congelati: 47
Caduti: 13
Dispersi: 151
dal registro del personale della 53° compagnia alpina "Felina" ex "Malintesa", Battaglione "Vistù", 6° reggimento Alpini, divisione Tridentina
domenica 27 gennaio 2013
Mappa del primo ripiegamento
I punti con il punto di domanda sono ricostruiti partendo dalle mappe trovate sul sito Controstoria, e dalla mappa annotata riportata sul sito del 120° Reggimento Artiglieria Motorizzato.
Visualizza 26 gennaio 1943 in una mappa di dimensioni maggiori
Da oggi le fonti cartografiche sono molto, ma molto più scarse, e quindi il lavoro di interpolazione diventa sostanzialmente impossibile.
Le difficoltà più alte derivano dalla traslitterazione poco accurata dei nomi dei paesi, i cui nomi sono originariamente scritti in alfabeto cirillico. Inoltre molti paesi hanno cambiato nome (lo ha fatto anche Nikolajewka, che ora si chiama Livenka, ovvero Ливенка), e non c'è traccia di questi cambi in siti di lingua italiana o inglese.
Comunque una idea generale del percorso del ritorno è presente. Stay tuned!
sabato 26 gennaio 2013
Medaglia d'argento al valor militare sul campo
Il Presidente della Repubblica
con Suo Decreto in data del 9 ottobre 1951.
Visto il Regio Decreto 4 novembre 1932 n° 1942 e successive modifiche;
Visto il Regio Decreto 23 Ottobre 1942 n° 1195;
Sulla proposta del Ministro Segretario di Stato per gli Affari della Difesa;
Ha sanzionato la concessione fatta "sul campo" della Medaglia d'Argento al valor militare coll'annesso soprassoldo di Lire Settecentocinquanta annue al Tenente fanteria a complemento 6° Alpini, btg "Vestone"
Occhi Martino di Giobatta da Vezza d'Oglio (Brescia)
classe 1918
"Comandante interinale di compagnia alpina, la guidava con decisione e perizia all'attacco di un caposaldo nemico. Accortosi che i serventi di una mitragliatrice erano stati messi fuori combattimento si sostituiva ad essi riprendendo immediatamente il fuoco. Ferito, rifiutava di essere allontanato, persistendo nell'azione e guidando i suoi alpini fino al successo. Esempio di valore, abnegazione e dedizione al dovere."
Nikolajewka (Russia), 26 gennaio 1943
sabato 15 dicembre 2012
La seconda guerra mondiale dal 1939 al 1941
Quarant'anni fa: il mondo in guerra una serie divulgativa degli anni '80 (come intuibile dal titolo), unisce al racconto della guerra, delle strategie e dei mezzi anche il punto di vista di quanti la vissero attraverso numerose interviste. Purtroppo non sono stato in grado di trovarla nelle teche RAI, ma è veramente un'opera divulgativa meritevole.
Correva l'anno: la serie di Minoli, chiaramente per gli anni riguardanti la II guerra mondiale, è un degno sostituto de "Il mondo in guerra", riprendendone in larga parte il formato.
Per un'idea generale degli avvenimenti dal punto di vista politico che portano alla Seconda Guerra Mondiale, raccomando la lettura di Storia internazionale del novecento di Federico Romero, edito da Carocci.
Gli strateghi alleati sospettano un attacco attraverso Belgio e Olanda, come era avvenuto nell'estate del 1914, il cosidetto Piano Schlieffen. Il resto dei confini francesi è infatti protetto dalla colossale Linea Maginot, una fortificazione costruita al termine della I Guerra Mondiale, eccetto che in quei punti in cui il terreno è troppo accidentato per far pensare ad un'invasione nemica. Uno di questi punti è la foresta delle Ardenne. Con buona pace delle teorie francesi, i tedeschi riescono ad attraversarle con dei corpi corazzati, e ripropongono la stessa avanzata rapida già sperimentata in Polonia, con risultati disastrosi per l'esercito di Francia. In poco più di un mese la Francia è costretta alla capitolazione.
venerdì 7 dicembre 2012
Riflessioni
Ho trovato molti punti in comune con la storia del nonno, che per anni, rientrato dalla guerra, ha faticato molto a parlare anche con i famigliari, di quel periodo. E come lui molti altri reduci, soprattutto della prigionia, hanno sempre avuto molta difficoltà a condividere queste esperienze.
La motivazione che dava mio nonno, era che le cose che avevano visto e subito non erano concepibili dalla mente umana, percui non pensava che i suoi ascoltatori potessero credergli. Ne parlava invece volentieri con gli altri reduci, quando a volte venivano a trovarlo, proprio perché loro avevano visto e vissuto le stesse esperienze quindi il problema non si poneva.
Un altro aneddoto mi è stato raccontato. Il rapporto con il cibo che mio nonno aveva è stato problematico per molti anni. Non solo raccoglieva ogni briciola di pane dalla tavola, ma nessun cibo, per quanto scarto, poteva essere buttato.
Perché la fame, quella vera, quando ti colpisce, ti segna davvero.
In confronto io sono stato veramente fortunato. Non ho mai patito il freddo, non ho mai patito la fame, non ho mai camminato per decine di chilometri nella neve. Se sono andato lontano da casa, l'ho fatto di mia iniziativa, e nessuno mi ha costretto a viaggi estenuanti ammassato in treni gelati. Nessuno mi ha mai sparato e non ho mai dovuto sparare a nessuno.
Ecco, forse ci siamo dimenticati che anche solo a due generazioni di distanza questa è stata la regola. Questo lavoro è qui anche per ricordare questo.
giovedì 29 novembre 2012
La storia di Martino
Martino, dopo la campagna in Albania effettua l'addestramento per la campagna di Russia, tra il marzo e il luglio 1942.
Nel luglio 1942 vengono inseriti nelle compagnie alpine 600 ufficiali di prima nomina, classi 1920 e 1921, studenti universitari arruolati volontari per reintegrare i caduti della campagna albanese, tra i quali Pansini.
Il 27 maggio 1942, insieme agli alpini della divisione Tridentina, ovvero il quinto e il sesto reggimento alpini, sfila a Torino di fronte al re, prima della partenza verso il fronte ucraino, che avviene in treno dalla stazione di Torino Porta Susa il 26 luglio 1942.
Il percorso, fatto in treno, attraversa Austria, Germania e Polonia, attraversando Monaco, Lipsia, Varsavia, Minsk, Gomel.
A Kartzischki Martino e Raffaele attendono due settimane l'arrivo del resto della divisione tridentina. Con una marcia notturna di 48 km arrivano a Rykovo. Ancora qualche giorno di marcia (in media una 30ina di km al giorno) porta il battaglione vestone a Voroscilovgraad, dove tramite trasporto su camion viene portato a Millerovo.
Qui il battaglione viene schierato come eventuale forza di contrattacco in supporto alla Divisione Pasubio, nella zona di Karinoskaja, poi di suppoto al 179° reggimento di fanteria tedesco, impegnato nel contenimento di un attacco russo dal Don. Senza entrare in battaglia viene comandato il rientro a Millerovo, dove Martino può riposare dopo quasi due giorni di veglia ininterrotta, viaggi in camion e preparazione di strutture difensive e di contrattacco.
Il battaglione Vestone viene poi coinvolto nella battaglia di Kotowskji, testa di ponte a occidente del Don, creata dopo giorni di battaglia dall'armata Rossa a causa del crollo della Divisione Sforzesca, tra la fine di agosto e gli inizi di settembre del 1942.
Dopo aver ricomposto i battaglioni dispersi a causa della battaglia (molti effettivi erano stati dati per dispersi, salvo poi ritornare dopo qualche giorno), il fronte viene lasciato a un reggimento di soldati rumeni, e viene disposto il trasferimento della divisione all'estremità nord del fronte.
Il trasferimento avviene attraverso marce forzate, in media 30 km al giorno, dal primo mattino a mezzogiorno circa, attraversando anche villaggi che sono stati teatro delle battaglie dei giorni precedenti e dove sono anche sepolti molti alpini caduti.
La divisione tridentina si pone quindi sul fianco sinistro del fronte tenuto dall'armata italiana, a contatto con gli ungheresi che occupano il fronte ancora più a nord.
Cominciò quindi la preparazione delle difese, sia per i possibili attacchi dei russi che del famoso "Generale Inverno". L'illusione era che l'inverno potesse passare sostanzialmente mantenendo le posizioni.
E dopo qualche giorno si arriva alla fatidica data dell'inizio dei diari.