martedì 17 settembre 2013
17 settembre 1943
Ore 6,45 Cottbus – Guben ore 8,45 – ore 11 passiamo il fiume Oder – Chi sa dove ci portano, nessuno sa niente, ci orientiamo un po’ con la bussola e qualche carta, speriamo di non andare di nuovo in Russia proprio ora che si avvicina l’inverno. Vitaccia del vagone, di notte non ci si può nemmeno stendere le gambe anche solo un po’. Beutschien ore 12 – Steinksch ore 13 ci fermiamo fino a sera e ci danno un po’ di tè, stazione enorme mucchi di macchine ferroviarie – Posdam ore 23
lunedì 16 settembre 2013
16 settembre 1943
Si parte ore 1 del 16.9 Monaco smistamento. Ratisbona ore 6,30 – Schwaldorf 10.30 – Weiden 12 – si fiancheggiano i monti metalliferi – Wiesan ore 1,10 del 16.9 – Hof ore 15 – Plauen ore 17 – Werdau 19 – Haltemburg ore 20 – Lipsia ore 21 –
domenica 15 settembre 2013
15 settembre 1943
Partenza improvvisa per treno, destinazione ignota. Si fanno i bagagli in fretta, trafila lungo la strada. [Cap.no Iacopacci, Carciera, sergente Cruco - Salan non sa adattarsi a mangiare il rancio e la margarina]. Caricati come bestie 44 in un carro bestiame, niente cibo e di notte fa freschino. Vagoni chiusi, non si possono fare nemmeno i propri bisogni corporali. Siamo trattati come prigionieri veri e propri, e per di più nessun riguardo per il nostro grado. Belle cose mi capitano dopo tutto quello che ho fatto in tutti i fronti e specie in Russia, proprio con loro tedeschi.
Ore 19,40 partenza da Hall - Rosenheim
ore 22 – avuto pane, brodo e formaggio.
Ore 19,40 partenza da Hall - Rosenheim
ore 22 – avuto pane, brodo e formaggio.
martedì 10 settembre 2013
10 settembre 1943
Un pane in otto, acqua sporca per rancio e tè (così lo chiamano).
Nella notte dall’11 al 12/9 partono gli ufficiali superiori ed i capitani, tra essi Benghinz, Fauri, Caratti, Baietti, Angeli, Babini. Inizia la cinghia: acqua e cavoli. Restiamo del Vestù Occhi, Bazzanella, Zanotelli, Fraccaroli, Pedrini, Nicoli, Fillia, Salan, Ognibeni, Ghisalberti, Mondini, Di Matteo, Bazzano, Taranio Bonaria.
Nella notte dall’11 al 12/9 partono gli ufficiali superiori ed i capitani, tra essi Benghinz, Fauri, Caratti, Baietti, Angeli, Babini. Inizia la cinghia: acqua e cavoli. Restiamo del Vestù Occhi, Bazzanella, Zanotelli, Fraccaroli, Pedrini, Nicoli, Fillia, Salan, Ognibeni, Ghisalberti, Mondini, Di Matteo, Bazzano, Taranio Bonaria.
Videobergamo
In attesa del video dell'evento dell'8 settembre, con colpevole ritardo ricordo che VideoBergamo mi ha intervistato il 22 agosto!
Qui sotto il video!
lunedì 9 settembre 2013
9 settembre 1943
Mattino stellato e fresco di settembre, giornata magnifica. Addio camosci e lepri. Non mi permettono nemmeno di andare a prendere la mia roba. Gli alpini partano per Innsbruck a piedi, noi ufficiali attendiamo un'autocolonna su questa vedo gli ufficiali della 54-ma Compagnia e Pedrini che si era trasferito a Colle Isarco coi muli. Passaggio del confine ore 11. Stato d’animo a vedere donne e bambini piangere. In Austria ci fischiano, maestra con alunni. Città di Innsbruck come ci odia la popolazione! Caserma. Trovo tutti gli ufficiali della Tridentina. Varie voci inerenti al S.Ten. Della Valle, ferito? Morto?. Ci sono anche tutti gli ufficiali della zona di Bolzano. Verso sera su camion messi come sardine ci portano a Rhum pochi km fuori città in baracche, paglia a terra e niente mangiare per oggi. Voci varie sul nostro esito. Chi sa come andrà a finire.
domenica 8 settembre 2013
8 settembre 1943
Ore 22 dietro ordine scritto del Ten. Colonnello Bracchi sig. Enrico consegniamo ai tedeschi le nostre armi. Quale dolore e amarezza provo a consegnare quella pistola che mi ha accompagnato sui fronti Occidentale-Greco Albanese e soprattutto in Russia mi ha salvato la vita. Sensazione provata al veder disarmare e maltrattare i miei scarponi coi quali ho diviso gioie e dolori, disagi e benessere da più di cinque anni. Cerco di difendermi e coll'ufficiale tedesco ottengo la meglio non riesce a portarmi via la pistola. Ma questi coll'aiuto dei suoi soldati mi immobilizza e disarma. SONO PRIGIONIERO. Passo la notte con gli altri ufficiali della mia compagnia sorvegliatissimo dai tedeschi. Tutti gli alpini sono prigionieri: triste e doloroso quadro delle nostre armi ammucchiate e maltrattate in una stanza. Tradimento dell’alpino Bettini Giuseppe, che porta il Cruco in tutte le nostre postazioni. Cap. Segala Giovanni ferito grave.
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