martedì 31 dicembre 2013

31 dicembre 1943

Finisce anche questo infausto anno, di lui, non ho un semplice ricordo allegro, sacca, licenza funeralesca, prigionia ecco cosa mi offre. Infausto è stato anche per la nostra Italia che Iddio nel 1944 la migliori e soprattutto ridia alle famiglie, alla patria, al mondo intero tranquillità e pace fissata nella giustizia e nella carità divina, solo così tutti saremo veramente tranquilli. Da quattro mesi non ho uno scritto da casa. Molti hanno avuto pacchi e posta in abbondanza, io nulla. Nessuna nuova, buona nuova. Iddio ci ha fatto un grande dono con la speranza. Abbiamo fiducia in Lui! Il Maggiore Vaccari ha raccolto molti aderenti nel nostro blocco, su 2000 quasi 500 aderiscono. Dalla nostra camerata partono: Ten. Vignola Guido, Zacchi, Tonolli, Olivieri, Rinaldi, Basastri, Conforti, Baroni Giulio, Minghetti. Gli effettivi vengono trasportati tutti in un campo fuori detto “Ari lager” così parte il povero Paulin. Qui vengono gli ufficiali che prima erano ad “Ari lager”. Son tutti aderenti al lavoro. Amicizia e confidenze col Capitano don Emanuele Bonzi di Brescia. Ricordi del Natale e Capodanno passati in Russia in linea sul Don. Qua sebbene ci preavvisassero un freddo rigido e continentale per ora nulla c'è da paragonare a quello sofferto in Russia. Si sente un po' perché si è denutriti, molto più freddo fa a Vezza. Quando ci ritornerò definitivamente?...

domenica 22 dicembre 2013

22 dicembre 1943

Riesco ad inviare in Italia una lettera destinata alla famiglia Pedrini in Brescia a mezzo alpino che accompagnava il Maggiore Vaccai. Da questo alpino assaggio il pane bianco, spalmato di burro - quale rosolio mi sembra e quale medicinale delizioso in confronto ai nostri comuni viveri. Il Maggiore Vaccari fa propaganda per la sottoscrizione al governo Repubblicano, siamo assicurati per quanto si diceva dal Ten. Col.lo Bracchi sig. Enrico. Hanno pure firmato Schileo, Comini, Carati, Baietti, Angeli, Marcolini, Fauri. Da ricordare la discussione fatta da me, Ten. Carluccio e Capitano Gaza col Maggiore Vaccari. Approviamo la mancanza di fiducia in noi da parte dei tedeschi e giustifichiamo di averci portati via dall'Italia come pure il maltrattamento dei primi due mesi, ma poi dovevano ricordarsi che eravamo degli ufficiali che fino a quel momento avevamo combattuto e versato sangue al loro fianco. Non dovevano quindi farci patir la fame ed umiliarci come continuano a fare. Ricordi del fronte russo. Vedi rivista del bagaglio, perfino un paio di suole di gomma si sono degnati di portar via e non rilasciano ricevuta alcuna. Per Natale nessuna assistenza, né da parte dei tedeschi né da parte del nostro governo. Niente posta e tanto meno pacchi. Con una cinghia dei giorni precedenti indimenticabile riusciamo tutti ad avere qualcosa in più per il S. Natale. Ricordi della sera. Intimità religiosa e famigliare S.Messa e S. Comunione a mezzanotte – Crostini e pasticci vari con Pedrini, rancio discreto e soprattutto un po' solido, sia a mezzogiorno che alla sera. Amicizia col Ten. Veterinario Bianchini Fernando, è dei nostri, vecchie famiglie sane e oneste di un tempo. Inoltre Ten. Vet. Tomaselli e Boari.

venerdì 13 dicembre 2013

13 dicembre 1943

S. Lucia – Niente posta. Ci comunicano che siamo soldati del Duce. Zuppa di rape da foraggio. Ora a mezzogiorno il rancio è acqua pura.
Novena S. Natale che Gesù Bambino mi porti almeno una cartolina da casa, il pacco per Capodanno e l'Epifania. Ottima preparazione fatta dai Cappellani D. Costantino Noci, Don Emanuele Bonzi di Brescia (S.Giovanni). Da ricordare il capolavoro di presepio fatto dal Ten. Carluccio degli Alpini. Ricordo statue, mucca e asinello, la soggettività del paesaggio lunare ottenuta con una lampadina ed un lenzuolo, rocce e capanna con tronchi d'albero e muschio, niente cose in cartone, tutto al naturale.

lunedì 9 dicembre 2013

domenica 8 dicembre 2013

8 dicembre 1943

Voci di rimpatrio Cappellani do l'indirizzo mio per casa e Gregorini a Don Pierino.

giovedì 5 dicembre 2013

5 dicembre 1943

Richiesta di lavoratori, mi metto in nota, così non starò in ozio. La mia decisione è prettamente personale – fattori – salute – azione – ozio – vita futura – ultimo concetto fame – spaccio – papiraschi – zuppa di funghi – un biscotto costa lire 22 – dentifricio ecc.
Novena S.Immacolata perché porti la pace nel mondo. Dai cappellani imparo a recitare bene il S. Rosario e dal prof. Lazzati come si celebra la S. Messa.

lunedì 2 dicembre 2013

2 dicembre 1943

Terza puntura antitifica e vaccinazione, così siamo immuni alla peste. Che Iddio ci liberi anche dalla fame e dalla guerra.

venerdì 29 novembre 2013

29 novembre 1943

Bagno e disinfezione. Completo le mie meditazioni in base alla mia futura famiglia, comportamento con essa, fratelli ecc. Conversazioni e conferenze serali. Trattenimenti musicali, alla buona, ma sollevano un po' il morale e allontanano la psicosi del reticolato. A questo contribuisce molto l'assistenza religiosa, vedi soprattutto le conferenze del dott. prof. Lazzati insegnante dell'università Cattolica di Milano.

mercoledì 27 novembre 2013

27 novembre 1943

Ci ammassano tutti in un “rel” e ci contano col marchio sulla mano, come le pecore. Questo è il trattamento dei nostri camerati. Il rancio è sempre peggio, oltre alla scarsità vedi le camore che da bravi italiani educati dal regime fascista hanno iniziate i comandanti vari. Ai primi di novembre un generale italiano viene a far propaganda per la sottoscrizione al governo di Mussolini, su 2.150 ne partono non più di 200. Voci inerenti a Colonnello Remati, Ten. Col.no Bracchi e Generale Riverberi.

martedì 19 novembre 2013

18-19-20 novembre 1943

Triduo e consacrazione Maria S.S. Reciterò giornalmente il santo rosario per affrettare il nostro rientro in Patria. Firma ed adunata al Santuario. Non oltre tre mesi arrivo in Italia avvisare Don Viale Arturo Via Casalburgone 16 Torino.

lunedì 18 novembre 2013

18 novembre 1943

Prima puntura antitifica. Non me ne ha fatte abbastanza la naia. Speriamo che serva a qualcosa.

sabato 16 novembre 2013

16-17 novembre1943

Vedi i progetti per esteso sulla mia futura famiglia. Vita coi fratelli e con la moglie…. E se le condizioni me lo permetteranno vedi progetti costruzione casetta nel fondo (Ciampat).

venerdì 8 novembre 2013

8 novembre 1943

Bagni di disinfezione. Giunte latte per queste ai capi camerata e comandi vari, Paulin. A proposto di contratti, io tiro avanti benone e mi guadagno anche 1000 franchi francesi. Così divento il sarto specializzato in pellami e costruisco guanti, passamontagna, giubbotti, pantofole ed anche altri lavori, zaini. La posta non arriva mai, scriviamo ogni settimana in media, ma da casa non so nulla. Inizio di meditazioni sulla mia vita passata, presente e futura.

martedì 22 ottobre 2013

Diario di Guerra all'università di Edolo

Venerdì 8 novembre alle 20.30 presso l'Aula Magna dell'Università della Montagna di Edolo, in Via Morino, 8 si terrà un Seminario dal titolo

Storia e Territorio:
testimonianze della Guerra Bianca e della II Guerra Mondiale



Saranno presenti Walter Belotti, presidente del Museo della Guerra Bianca in Adamello, e Andrea Occhi, curatore del sito www.diariodiguerra.it.

"Nel corso del primo conflitto mondiale, l'estremità occidentale del fronte italo-austriaco attraversava i due imponenti gruppi montuosi dell'Ortles-Cevedale e dell'Adamello-Presanella. Allo scoppio delle ostilità i comandi militari Italiani ed Austriaci non erano preparati ad affrontare le problematiche di una guerra di alta montagna con permanenza ad oltre 3.000 metri di quota e ben presto si resero conto che la guerra lassù era totalmente diversa rispetto alle altre zone del fronte..." il Presidente Belotti continuerà il racconto e analizzerà le battaglie più significative che hanno caratterizzato la Guerra Bianca in Adamello, per poi illustrare i manufatti più importanti sparsi sul territorio lombardo.
Andrea Occhi, invece, parlerà del ritrovamento dei diari di suo nonno, Martino Occhi, Tenente (poi Capitano) degli Alpini e del progetto di condividerlo attraverso un blog, facendo rivivere la storia con un linguaggio giovane ed innovativo.
Due esperienze diverse, accomunate dalla stessa idea di valorizzazione della storia e salvaguardia della cultura del territorio.

La partecipazione è libera e gratuita

22 ottobre 1943

Bagno di disinfezione, così ci teniamo almeno puliti, ma quale fame suscita in noi il bagno e non c'è nulla da mangiare, fan furori i baratti, indumenti con viveri.

lunedì 7 ottobre 2013

7 ottobre 1943

Finalmente il 7 ottobre riusciamo a comunicare alle nostre famiglie e alla Croce Rossa dove siamo. I tedeschi ci avvisano che siamo internati militari. Così ci trattano come vogliono loro e non possiamo dir nulla. Veniamo esclusi dall'assistenza della Croce Rossa. Ci danno due buoni pacco. Chissà quando avremo la fortuna di averli. Mi do alla lettura di libri vari (vedi elenco). Con Marchioni inizio la costruzione di passamontagna tipo russo, col pelo dei sacchi a pelo. Così faccio il sarto e mi procuro pane, margarina, zucchero, tutto migliora un po' la mia situazione sia come passatempo che come fame. Ora inizia ad essere alquanto dura anche da questo lato la vita.

sabato 5 ottobre 2013

5 ottobre 1943

Perquisizione bagagli, ci lasciano una sola divisa, un cambio di biancheria, ritirano tutto: macchine fotografiche, cinturoni, soprabiti, abiti borghesi, scarpe, bussole, cartelle per carte geografiche, borse cuoio. Libri ce ne lascian pochissimi. Ritirano anche i soldi di qualsiasi nazionalità. Tutte queste operazioni avvengono il giorno 5 ottobre. Nello stesso dopo aver fatto un bagno con disinfezione passiamo al block 1. Questa sarà la sede definitiva della nostra prigionia. Ci separano in camerate e per grado. Sono così assegnato al II BTG Tenenti, IVa compagnia, Ia camerata, ed ho con me Zanotelli, Bazzanella, Cettolini, Vignola, Zacchi. Mi separo così dal buon Pedrini però ci troveremo sempre e di frequente. La camerata è discreta siamo in 46: dalla finestra entra parecchio sole ed abbiamo a ns. disposizione un magnifico quadro della Vistola con il ponte ferroviario a cinque arcate. D’ora in poi si faranno due appelli giornalieri, questa è una vera noia, poiché da cruchi se le cose non van bene ci tengono là con qualunque tempo. Si continua a mangiare col cucchiaio di legno e nei barattoli di latta. Con Zanotelli e Bazzanella si giuoca a terziglio ed in meno di 20 giorni superiamo di parecchio le mille partite. Si tronca questo passatempo per il passaggio all'ospedale di Zanotelli per una cistite.

giovedì 3 ottobre 2013

3 ottobre 1943

Domenica –S.Messa celebrata dal Cappellano Don Pierino Alberto del BTg Val Chiese. Voci di trasferimento ad altro blocco.

domenica 29 settembre 2013

29 settembre 1943

Ci scaricano e mettono nella cittadella 50 alla volta, siamo assegnati al Block 6° prima era tutta piena di prigionieri russi, siam venuti a sapere che parecchie migliaio sono morti qua per varie malattie. Camerate con panconi a due piani, otteniamo una sboba, acqua calda e con quella ci mettiamo a dormire. Continuo le mie funzioni di capo camerata e divisione di pane, margarina, marmellata e formaggio ecc. Razioni in grammi, la pagnotta si divide in cinque, è rotonda e pesa kg. 1,500 (dovrebbe)

sabato 28 settembre 2013

28 settembre 1943

Ore 7,30 si arriva a Varsavia. Si fa la circonvallazione, si scorgono ben evidenti i segni del passaggio della guerra, e si ricorda anche il nostro passaggio diretti pel fronte russo alla fine luglio 1942. Si lascia Varsavia alle ore 9. Pilawa ore 12. Rudatalupska. Da una bella signora vedova abbiamo un giornale. I Polacchi si manifestano nostri amici e ci offrono in abbondanza pane anche di quello bianco. I tedeschi cercano di scacciarli maltrattandoli. Ore 17,30 arrivo a Deblin, alla sera ci portano vicino alla cittadella di Ivan il Grande. Fortezza di Deblin Irena.

venerdì 27 settembre 2013

27 settembre 1943

Partenza in treno ore 18,30, 40 per vagone, 1 galletta, ½ scatola di pasta di pesce a testa e 1/3 di pagnotta, ciò ci deve bastare per 4 giorni. Speriamo in qualche sboba. Ore 12 ¾ ripassiamo per Kortschen e ore 15,30 per Hallestein. Neidenburg ci si addormenta. Con Pedrini ci facciamo un ottimo cuccio con una balla di paglia in 40, fortuna che ho un po’ di margarina e pane in più, inoltre lui ha parecchio zucchero in tavolette, questo è tanto oro per il viaggio, siamo ancora più maltrattati del I° soldati semplici che prendono a calci ufficiali superiori che stan prendendo acqua e facendo i propri bisogni.

giovedì 26 settembre 2013

26 settembre 1943

Domenica – Santa Messa all’aperto – voci di partenza per il sud, parlano di Norimberga. Andremo così un po’ più vicini alla nostra cara patria ed anche un po’ più al caldo, qui s’incomincia sentire vicinissimo l’inverno. Strana cosa un’ottima persona, il sergente tedesco. Acquisti di sigarette, dentifricio in polvere, pettine e lamette. Bagno. Gli ufficiali francesi qui prigionieri ci trattano bene e ci danno sigarette e notizie. Che ne sarà della nostra povera patria? Il Duce ha ripreso il governo col nome di Repubblica Fascista. Il Re con Badoglio son passati dalla parte degli Inglesi, che hanno occupata la Calabria, la Basilicata, le Puglie ed entrano in Campania. Si parla di sbarchi in Francia.

sabato 21 settembre 2013

21 settembre 1943

Adunata di tutti e con un altoparlante chiedono i volontari per S.S. su 3mila ufficiali circa una ventina accetta. S.Ten. Balico del BTG Val Chiese

mercoledì 18 settembre 2013

18 settembre 1943

Ore 8,15 si passa la Vistola – Thorn si ritorna nel paesaggio della steppa russa, unica differenza ci sono un po’ di piante e delle cascine con bestiame nero bianco e molto lattifero, fanno vita all’aria libera in prati grossi recinti di reticolato. Gessbersnausem ore 10,30 – Deutsch Ejlaj zona di laghi magnifici, soprattutto con la quantità d’anatre e oche che vi navigano. Ricordi delle scorpacciate fatte in Russia nel settembre ottobre 1942.¹
Hallestein ore 13,30 – Kortschen ore 15,30 – arrivo a Stablach ore 18 – nei pressi di Konigsberg scorgiamo un mucchio di prigionieri sistemati in baracche, italiani, francesi e russi, molti nostri sono all’aperto. Il tutto ben recinto di reticolati che di notte sono illuminati da fari. Durante il viaggio abbiamo visti gli alpini dell’Edolo e so che tutti i paisi sono stati presi. Trovati ed aggregati noi gli ufficiali della 55.ma compagnia Cap. Venturali – Ten. Vignola – Cettolini – Narcisi – Braida – Rossi. A piedi e carichi dei bagagli andiamo al campo, ci sistemiamo in baracche di legno, la nostra porta il numero 8B (hact be). Castelli tipo caserma in tempo di mobilitazione. Pulci, cimici e pidocchi in abbondanza. Divento capo camerata e ho con me 84 ufficiali di tutti i corpi e specialità. Un capitano, gli altri tutti tenenti e s. tenenti: Padulli, Vitali, Vitali, Sesti, Vandelli, Gozzi, Miletto, Belli, Bortoluzzi, Salbiati, Di Giacomo, Vianello, Rivetti, Brambilla, Perna, Peresson, Comparsi, Pellagatti, Sassi, Lorenzini, Bongiorno, Pettinati Augusto 6450, Lavatelli, Rossi, Sturmo, Bonavia. Ci equipaggiano di piatto, cucchiaio, lenzuola, coperte e federe. Fin ora si è mangiato nelle scatole col cucchiaio di legno. Organizzazione tedesca, si mangia un rancio al giorno: tè, pane in sette Kg. 0,300 scarsi a testa, gr.25 di margarina – alla domenica in più formaggio gr. 30, e al giovedì in più marmellata gr. 35. Il rancio varia da discreto a sboba, però non c’è male. Da ricordarsi quello di ceci e piselli alterati che mangiai a rate per fame. Si dice che per Natale tutto sarà finito. Speriamo si avveri. In quanto a naia mi mancava solo questo da provare.



¹ nel settembre del 1942 Martino riceve una medaglia di bronzo al valor militare (N.d.R.)

martedì 17 settembre 2013

17 settembre 1943

Ore 6,45 Cottbus – Guben ore 8,45 – ore 11 passiamo il fiume Oder – Chi sa dove ci portano, nessuno sa niente, ci orientiamo un po’ con la bussola e qualche carta, speriamo di non andare di nuovo in Russia proprio ora che si avvicina l’inverno. Vitaccia del vagone, di notte non ci si può nemmeno stendere le gambe anche solo un po’. Beutschien ore 12 – Steinksch ore 13 ci fermiamo fino a sera e ci danno un po’ di tè, stazione enorme mucchi di macchine ferroviarie – Posdam ore 23

lunedì 16 settembre 2013

16 settembre 1943

Si parte ore 1 del 16.9 Monaco smistamento. Ratisbona ore 6,30 – Schwaldorf 10.30 – Weiden 12 – si fiancheggiano i monti metalliferi – Wiesan ore 1,10 del 16.9 – Hof ore 15 – Plauen ore 17 – Werdau 19 – Haltemburg ore 20 – Lipsia ore 21 –

domenica 15 settembre 2013

15 settembre 1943

Partenza improvvisa per treno, destinazione ignota. Si fanno i bagagli in fretta, trafila lungo la strada. [Cap.no Iacopacci, Carciera, sergente Cruco - Salan non sa adattarsi a mangiare il rancio e la margarina]. Caricati come bestie 44 in un carro bestiame, niente cibo e di notte fa freschino. Vagoni chiusi, non si possono fare nemmeno i propri bisogni corporali. Siamo trattati come prigionieri veri e propri, e per di più nessun riguardo per il nostro grado. Belle cose mi capitano dopo tutto quello che ho fatto in tutti i fronti e specie in Russia, proprio con loro tedeschi.
Ore 19,40 partenza da Hall - Rosenheim
ore 22 – avuto pane, brodo e formaggio.

martedì 10 settembre 2013

10 settembre 1943

Un pane in otto, acqua sporca per rancio e tè (così lo chiamano).
Nella notte dall’11 al 12/9 partono gli ufficiali superiori ed i capitani, tra essi Benghinz, Fauri, Caratti, Baietti, Angeli, Babini. Inizia la cinghia: acqua e cavoli. Restiamo del Vestù Occhi, Bazzanella, Zanotelli, Fraccaroli, Pedrini, Nicoli, Fillia, Salan, Ognibeni, Ghisalberti, Mondini, Di Matteo, Bazzano, Taranio Bonaria.

Videobergamo


In attesa del video dell'evento dell'8 settembre, con colpevole ritardo ricordo che VideoBergamo mi ha intervistato il 22 agosto!

Qui sotto il video!

lunedì 9 settembre 2013

9 settembre 1943

Mattino stellato e fresco di settembre, giornata magnifica. Addio camosci e lepri. Non mi permettono nemmeno di andare a prendere la mia roba. Gli alpini partano per Innsbruck a piedi, noi ufficiali attendiamo un'autocolonna su questa vedo gli ufficiali della 54-ma Compagnia e Pedrini che si era trasferito a Colle Isarco coi muli. Passaggio del confine ore 11. Stato d’animo a vedere donne e bambini piangere. In Austria ci fischiano, maestra con alunni. Città di Innsbruck come ci odia la popolazione! Caserma. Trovo tutti gli ufficiali della Tridentina. Varie voci inerenti al S.Ten. Della Valle, ferito? Morto?. Ci sono anche tutti gli ufficiali della zona di Bolzano. Verso sera su camion messi come sardine ci portano a Rhum pochi km fuori città in baracche, paglia a terra e niente mangiare per oggi. Voci varie sul nostro esito. Chi sa come andrà a finire.

domenica 8 settembre 2013

8 settembre 1943

Ore 22 dietro ordine scritto del Ten. Colonnello Bracchi sig. Enrico consegniamo ai tedeschi le nostre armi. Quale dolore e amarezza provo a consegnare quella pistola che mi ha accompagnato sui fronti Occidentale-Greco Albanese e soprattutto in Russia mi ha salvato la vita. Sensazione provata al veder disarmare e maltrattare i miei scarponi coi quali ho diviso gioie e dolori, disagi e benessere da più di cinque anni. Cerco di difendermi e coll'ufficiale tedesco ottengo la meglio non riesce a portarmi via la pistola. Ma questi coll'aiuto dei suoi soldati mi immobilizza e disarma. SONO PRIGIONIERO. Passo la notte con gli altri ufficiali della mia compagnia sorvegliatissimo dai tedeschi. Tutti gli alpini sono prigionieri: triste e doloroso quadro delle nostre armi ammucchiate e maltrattate in una stanza. Tradimento dell’alpino Bettini Giuseppe, che porta il Cruco in tutte le nostre postazioni. Cap. Segala Giovanni ferito grave.

N. 4595 DI PROT. P.M. 228 - 8 SETTEMBRE 1943 - ORE 21.50

6° REGGIMENTO ALPINI BATTAGLIONE VESTONE

COMANDO
N. 4595 DI PROT. P.M. 228 - 8 SETTEMBRE 1943 - ORE 21.50

Oggetto: COMUNICAZIONI

Alla compagnia dipendenti P.M. 228.
Non avendo ricevuto ordine del Comando di Reggimento ed avendo avuto intimazione dalle autorità militari Germaniche di deporre le armi, non potendo disporre diversamente, ed allo scopo di evitare inutile spargimento di sangue ordino che i reparti si mettano a disposizione del Comando militare germanico.
A tutti i miei ufficiali, ai miei alpini che hanno tenuta alta la bandiera del 6° e il nome del battaglione, il mio pensiero affettuoso riconoscente e più fervido per la nostra patria che abbiamo tanto amata e che amiamo tanto.
Il Tenete Colonnello Comandante
F.to E. BRACCHI

8 settembre 1943

Ore 20,30 si odono al passo del Brennero colpi di mortaio e pezzi anticarro, così pure in Val di Fleres canta il fucile mitragliatore e la Caterina.

Comunicato dell'Armistizio

« Il governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.

La richiesta è stata accolta.

Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.

Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza.»

8 settembre 1943

Festa della Madonna – Trasferimento dall'Osteria Ponticolo nei pressi della stazione ferroviaria di Moncucco. Restiamo ancora più sparpagliati, sistemazione compagnia e cucine. Mio plotone in alto, presso una famiglia di contadini cruchi. Sistemati discretamente, però. Sono scomodo per la mensa. Aperitiva e digestiva passeggiata. Si cena senza capi, è rimasto con la consorte. La radio trasmette l’armistizio con l’Inghilterra. Sento in me un certo qualcosa che non mi rende allegro, un presagio di non tanto lieti eventi.

sabato 7 settembre 2013

Intestazione - Diario di Prigionia

TENENTE DEGLI ALPINI OCCHI MARTINO 1A - 6626
Vezza d’Oglio dal 1.4.43 al 2.5.43
Salò dal 3.5.43 al 24.7.43
Villa del Nevoso dal 25.7.43. al 28.7.43
Gradisca dal 29.7.al 7.8.43
Val di Flores dal 8.8.al 15.8.43
Colle Isarco dal 15.8.43 al 8.9.43
Rhum (Innsbruck) dal 9.8.43 al 15.8.43
Stablac (Konisberg) 18.9.43 al 27.9.43
Deblin Irena dal 29.9.43 al 17.3.44 oflag 77
Wesuwe (Meppen) dal 20.3.44 al 18.7.44 oflag 6
Oberlangen (Lathen) dal 18.7 44 al 11.8 44 oflag 6
Cleve dal 12.8.44 al 10.9.44 oflag 2002
Oberlangen (Lathen) dal 11.9.44 al 23.9.44 oflag 6
(Bremenvorde) Sant Bastel dal 24.9.44 al 13.12.44 oflag XB
Wiezendorf Kra Saltau dal 14.12 al 5.2.45 oflag 83
Inselsaltan dal 7.2.45 al 11.2.45
Inselmam Hoesi dal 12.2.45 al 17.4.45
Schneverdingen dal 18.4.45 al 23.7.45

mercoledì 4 settembre 2013

Notizie dal fronte - 4 settembre 1943

Roma - Alle 17.00 del 4 settembre si è svolta una conversazione telefonica tra il Comandante supremo delle Forze Armate italiane e il Comando dell’Aeronautica. Le proposte di pace italiane sono state sostanzialmente accolte dagli inglesi. Nel corso della future trattative si tenterà di rimuovere le obiezioni sollevate dagli americani.

martedì 3 settembre 2013

Notizie dal fronte - 3 settembre 1943

Roma - Il governo italiano avrebbe firmato un armistizio segreto con rappresentanti dei paesi alleati. Non c'è per ora nessuna conferma ufficiale.

martedì 27 agosto 2013

Presentazione blog

Il Gruppo Alpini di Vezza d'Oglio ha il piacere di invitare tutti i lettori alla

Presentazione del blog www.diariodiguerra.it
Diario del Capitano Martino Occhi
dai campi di prigionia tedeschi
durante la Seconda Guerra Mondiale
a 70 anni dalla sua scrittura


Sala Conferenze della Torre Federici
Via XX Settembre, Vezza d'Oglio
Domenica 8 settembre 2013 – ore 20.30

Saranno presenti:
Andrea Occhi – Curatore
Fabio Faiferri – Storico
Giovanni Battista ed Emilia Occhi – Figli
Armando Poli – Vice presidente vicario della Sezione ANA di Vallecamonica
Giacomo Giorgi – Capogruppo Alpini di Vezza d'Oglio


Presenterà la serata:
Antonio Lanzi

domenica 18 agosto 2013

Notizie dal fronte - 18 agosto 1943

Messina - La Settima armata americana ha raggiunto ieri Messina, seguita dopo poche ore dall'Ottava armata britannica: tutta la Sicilia è ora in mano alle truppe Alleate.

sabato 17 agosto 2013

Notizie dal fronte - 17 agosto 1943

Roma - Oggi il S.I.M. (il Servizio Informazioni Militari italiano)ha ordinato la seguente indagine conoscitiva: “Quali potrebbero essere le reazioni tedesche nel caso l’Italia passasse dalla parte dell’Inghilterra?”. La risposta deve assolutamente arrivare prima della fine della giornata.

giovedì 25 luglio 2013

Notizie dal fronte - 25 luglio 1943


In diretta dal fronte - 25 luglio 1943 (3)

Vittorio Emanuele IIISignor Mussolini, si consideri destituito di ogni potere. Suo successore sarà il Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio.

In diretta dal fronte - 25 luglio 1943 (2)

Benito Mussolini - Non vedo l'ora di mettermi alle spalle la brutta questione discussa ieri; per fortuna le decisioni del Gran Consiglio hanno solo valore consultivo.



In diretta dal fronte - 25 luglio 1943 (1)



Dino Grandi - E' necessario l’immediato ripristino di tutte le funzioni statali, attribuendo alla Corona, al Gran Consiglio, al Governo, al Parlamento, alle Corporazioni, i compiti e le responsabilità stabilite dalle nostre leggi statutarie e costituzionali; invito dunque il Governo a pregare la Maestà del Re, verso il quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore di tutta la Nazione, affinché egli voglia, per l’onore e la salvezza della Patria, assumere, con l’effettivo comando delle Forze Armate di terra, di mare e dell’aria, secondo l’articolo 5° dello Statuto del Regno, quella suprema iniziativa di decisione che le nostre Istituzioni a lui attribuiscono, e che sono sempre state in tutta la nostra storia nazionale il retaggio glorioso della nostra augusta Dinastia di Savoia.

mercoledì 24 luglio 2013

Notizie dal fronte - EDIZIONE STRAORDINARIA - 24 luglio 1943

Roma, Italia - Inizierà tra pochi minuti, alle ore 17.00 in punto, una riunione del Gran consiglio del fascismo, per discutere l'ordine del giorno proposto da Dino Grandi, che prevede la destituzione di Benito Mussolini.

Notizie dal fronte - 24 luglio 1943

Mosca, Russia - Josef Stalin parla di "liquidazione finale dell'offensiva tedesca" in un messaggio rivolto ai suoi generali per il sucesso dell'offensiva nel settore Orel-Kusk. Si dice che l'esercito tedesco, con il fallimento dell'operazione Cittadella, abbia perso anche la supremazia aerea sul fronte orientale.

lunedì 22 luglio 2013

Notizie dal fronte - 22 luglio 1943

Palermo, Italia - Le truppe americane del generale George Patton hanno fatto oggi il loro ingresso in Palermo. La metà occidentale della Sicilia è in mano alleata.

venerdì 19 luglio 2013

Notizie dal fronte - 19 luglio 1943

Feltre (Bn), Italia - E' iniziato da pochi minuti a Feltre, in provincia di Belluno, un incontro tra Benito Mussolini ed Adolf Hitler per parlare della difficile situazione dei paesi dell'Asse. Si dice che Adolf Hitler voglia presentare in questa occasione all'alleato i nuovi progetti per le armi segrete che si stanno preparando in Germania e che ribalteranno l'esito del conflitto.

martedì 16 luglio 2013

Notizie dal fronte - 16 luglio 1943

Kursk, Russia - Le truppe tedesche nel settore del saliente di Kursk hanno iniziato il ripiegamento, per contenere l'offensiva sovietica degli ultimi giorni. E' la fine dell'operazione Cittadella. Lo stato maggiore tedesco parla di una ritirata strategica necessaria per poter dislocare maggiori forze sul fronte italiano.

mercoledì 10 luglio 2013

Notizie dal fronte - 10 luglio 1943

Kursk, Russia - Continua l'offensiva sovietica nelle pianure ucraine. Due armate e un Gruppo d’assalto del Fronte della steppa, comandato dal gen. Konev, hanno dato inizio ad un attacco contro la 4ª armata corazzata tedesca del generale Hoth nel settore meridionale del saliente di Kursk. Si parla della più grande battaglia di carri armati della storia.

martedì 9 luglio 2013

Notizie dal fronte - 9 luglio 1943

Licata, Sicilia, Italia - Truppe americane hanno iniziato il loro sbarco nei pressi di Licata. Altri contingenti sono segnalati nei L'operazione, denominata HUSKY, è guidata dai generali George Patton e Bernard Montgomery. Il suo obiettivo è la conquista dell'isola.

martedì 2 luglio 2013

Notizie dal fronte - 2 luglio 1943

Milano, Italia - Si è costituito oggi a Milano il Comitato delle opposizioni al Regime fascista, che comprende rappresentanti del Partito comunista italiano, della Democrazia cristiana, del Movimento di unità proletaria, del Partito d'azione ed esponenti dei liberali.

mercoledì 12 giugno 2013

Notizie dal fronte - 12 giugno 1943

Lampedusa, Italia - Si è arreso oggi il presidio italiano di Lampedusa, dopo che nella notte di ieri anche quello di Pantelleria aveva fatto lo stesso. Le due isole hanno subito un bombardamento aereonavale ininterrotto dall'inizio del mese.

lunedì 10 giugno 2013

Notizie dal fronte - 10 giugno 1943

Berlino, Germania - Adolf Hitler preme sui suoi generali per l'attuazione dell'operazione Cittadella, ovvero l'attacco tedesco alle posizioni sovietiche avanzate nel settore meridionale del fronte russo (il cosiddetto "Saliente di Kursk"). L'attacco dovrebbe essere portato dalla 9a armata da nord e dalla 4 Panzerarmee da sud, ma è stato reso impossibile fino ad oggi dal blocco totale delle operazioni a causa del disgelo.

martedì 4 giugno 2013

Notizie dal fronte - 4 giugno 1943

Roma, Italia - Sembra che anche Dino Grandi ex ministro degli esteri e ambasciatore a Londra, abbia suggerito a Vittorio Emanuele il licenziamento del Duce. Il Re tuttavia vorrebbe una esplicita richiesta del Gran consiglio del Fascismo prima di fare qualunque mossa.

domenica 2 giugno 2013

Notizie dal fronte - 2 giugno 1943

Roma, Italia - Colloquio oggi tra Ivanoe Bonomi e il Re d'Italia Vittorio Emanuele III. Alcune voci sostengono che Bonomi abbia consigliato al monarca e Capo di Stato il licenziamento del Duce Benito Mussolini.

sabato 25 maggio 2013

Notizie dal fronte - 25 maggio 1943

Washington, USA - Si è conclusa oggi la conferenza TRIDENT, tra il presidente statunitense F.D. Rosvelt e il premier britannico W. Churchill. La conferenza ha portato alla definizione della data di inizio dell'operazione HUSKY (invasione della Sicilia), prevista per il 10 luglio 1943 e della strategia da adottare nel Pacifico. Si è parlato anche di un'altra operazione, su cui viene mantenuto il più rigoroso segreto, chiamata OVERLORD.

sabato 18 maggio 2013

Notizie dal fronte - 18 maggio 1943

Pantelleria, Mediterraneo - A partire da oggi, l'isola di Pantelleria è isolata dal resto del territorio nazionale da un blocco navale alleato. L'isola è stata oggetto nelle ultime settimane di frequenti attacchi aerei. Si intensificano le voci di un possibile sbarco anglo americano sull'isola.

lunedì 13 maggio 2013

Notizie dal fronte - 13 maggio 1943

Tunisia - Il Generale Giovanni Messe si è arreso oggi alle truppe anglo-americane a Biserta, in Tunisia. Insieme al comandante delle forze dell'Asse si arrendono 250.000 soldati italiani e tedeschi.  La guerra in Africa, iniziata nel 1940 sul fronte libico e dell'Africa orientale italiana (Etiopia), si conclude oggi per l'Italia.
Nel frattempo, a Washington, la conferenza TRIDENT, tra il presidente americano F. D. Rosvelt ed il premier inglese W. Churchill ha stabilito la data prevista per l'inizio dell'operazione HUSKY, l'invasione della Sicilia: sarà il 10 luglio.

martedì 30 aprile 2013

Notizie dal fronte - 30 aprile 2013

Tunisi, Tunisia - Il gen. Von Arnim, comandante delle forze dell'Asse in Africa, ha concentrato le sue forze attorno alla città di Tunisi. Palmo dopo palmo, continua la cacciata delle forze dell'Asse dalle coste meridionali del Mediterraneo.

martedì 16 aprile 2013

Notizie dal fronte - 16 aprile 1943

Palermo, Sicilia - I quadrimotori americani hanno portato oggi un violento attacco contro Palermo e Catania. E' solo uno dei molti bombardamenti che, a partire dalla primavera di quest'anno, si sono abbattuti contro le città italiane.

venerdì 12 aprile 2013

Notizie dal fronte - 12 aprile 1943

Katyn, Russia - Secondo la radio tedesca, sarebbero state scoperte nella foresta di Katyn, presso Smolensk, otto fosse comuni con i resti di più di 4.000 ufficiali polacchi. Sarebbero le vittime di un eccidio voluto dai Sovietici nel 1940. 

domenica 7 aprile 2013

Notizie dal fronte - 7 aprile 1943

Salisburgo, Austria - E' iniziato oggi il vertice a due tra Benito Mussolini ed Adolf Hitler. All'ordine del giorno anche la richiesta del Duce di arrivare ad una pace separata con l'URSS per concentrare gli sforzi dell'Asse sul fronte del Mediterraneo. 

mercoledì 27 marzo 2013

Notizie dal fronte - 27 marzo 1943

Tunisia - Nonostante la tenace resistenza, la 1a Armata italiana ha ricevuto l'ordine dal gen. Von Arnim, capo delle forze armate dell'Asse in Africa, di abbandonare la Linea del Mareth. La ritirata è dovuta al timore che un attacco alleato su Sfax possa dividere il fronte italo-germanico.

venerdì 22 marzo 2013

Notizie dal fronte - 22 marzo 1943

Tunisia - Le truppe britanniche, che avevano occupato alcune posizioni sulla Linea del Mareth, sono state ricacciate dalla 1a Armata italiana. Continua la resistenza delle forze dell'Asse all'offensiva degli Alleati in Tunisia.

giovedì 21 marzo 2013

Notizie dal fronte - 21 marzo 1943

Iniziano da oggi le "Notizie dal fronte", brevi dispacci per aggiornarvi sui fatti avvenuti durante i mesi (marzo-settembre) in cui il diario di guerra di Martino Occhi tace (vedi la pagina di Presentazione).
Non c'è alcuna pretesa di esaustività in queste note, che hanno l'unico obiettivo di continuare a seguire gli eventi bellici, anche per permetterci di comprendere meglio le parole del tenente Occhi quando, in settembre, ricomincerà a scrivere.


Tunisia - E' iniziata oggi l'offensiva degli Alleati sulla "Linea del Mareth", in Tunisia. La 1a armata italiana (gen. Giovanni Messe) deve affrontare l'offensiva delle forze inglesi dell'8a armata comandate dal vincitore di El-Alamein, il generale Bernard Montgomery.

domenica 17 marzo 2013

17 marzo 1943

ore 16, ¼ arrivo a Villach – ore 19 Arnolftein – ore 19, ¾ si passa il sospiratissimo confine, sembra una cosa irreale, si respira un’aria fortemente calma e profumata, si nota il clima mite della bella Italia nostra.

sabato 16 marzo 2013

16 marzo 1943

ore 9 arrivo a Lundenburg – ore 13, ¾ arrivo a Vienna – ore 18 partenza – Grandi ricevimenti del P.N.F. cominciano a gonfire. Però si beve del buon vino e dell’ottima grappa. Giornalista!!!

giovedì 14 marzo 2013

14 marzo 1943

Partenza questo ci porterà in suolo Italiano. Procede troppo lentamente, cambiamo strada si va per il basso e si sbucherà a Tarvisio (Udine) meglio così vedrò Vienna ed altre regioni mai viste.

mercoledì 13 marzo 2013

13 marzo 1943

ore 4,15 arrivo a Brest – Litowsk – Primo bagno e spidocchiatura. I cruchi son ben organizzati anche in questo campo.

martedì 12 marzo 2013

lunedì 11 marzo 2013

11 marzo 1943

E’ realtà sembra impossibile di salire su di un treno che ci porti verso casa, verso la nostra Italia!

domenica 10 marzo 2013

10 marzo 1943

Solita vita, arriva S.E. Manaresi¹. Anche lui insiste nel dire che domani si debba partire. E’ ora!!!!!!!!!!!!!!



¹ Angelo Manaresi è l'unico "gerarca" che ha il coraggio di andare, allestendo un treno di viveri vestiario e generi di conforto, incontro ai reduci della Campagna di Russia.

sabato 9 marzo 2013

9 marzo 1943

Solita vita di isbe. Iniziano gli sgeli, quali fanghi si devono formare. Fortuna che di notte un po’ rigela, speriamo di partire presto.

venerdì 8 marzo 2013

8 marzo 1943

La partenza si fa alquanto sospirare, l’artiglieria forse è partita stamani. Speriamo che non ci tengano qua ancora un mese!!!!... I poveri conducenti stanno arrivando fin qua pedibus calcantibus.

giovedì 7 marzo 2013

7 marzo 1943

Arrivata un mucchio di posta da casa e da Bice nema ancora fino da dicembre, speriamo che non ci sia nulla di nuovo comincio a preoccuparmi. I borghi sono in grande festa da due giorni. Per uno sposalizio tutti partecipano fraternamente in allegria. Suoni di balalaiche kitarre ecc. e grandi balli russi e moderni. Gli alpini sono ben accetti e partecipano alla loro allegria. Tempo discreto ma ancora gelido, al sud le cose van bene ma al nord trionfano ancora loro. Speriamo di non essere coinvolti una seconda volta.

mercoledì 6 marzo 2013

6 marzo 1943

Questa vita di attesa è quanto mai noiosa, tutti ci ammaliamo e siamo più stanchi di quando facevamo km. 30 giornalieri. Ritirati i R. Marchi (Reichsmark) per il cambio ci sono degli alpini fornitissimi. In totale circa 40mila lire. Raduno comandanti di BTG per la compilazione della medaglia d’oro per la bandiera del 6° alpini. Il Generale osa chiedere dove era il Vestone a Nicholajewka il 26.1.43, cose da fucilazione per della gente alla caccia di nastrini e medaglie. Il treno non è ancora pronto, anzi l’artiglieria attende ancora il treno.

martedì 5 marzo 2013

5 marzo 1943

Il 5° alpini si trasferisce al posto dell’artiglieria, ma nulla da fare. Il Generale prescrive
I° artiglieria
2° Reggimento 6° - Val Chiese e Verona
3° Reggimento 5° Morbegno e Tirano
4° Quartier Generale, Edolo e Vestone.
Così avremo l’onore di rimpatriare col comandante di divisione, sembrava si dovesse partire da un momento all’altro ma i tedeschi fanno i loro comodi e noi attendiamo

lunedì 4 marzo 2013

4 marzo 1943

Voci di partenza affrettatissima, sistemiamo un po’ la nostra tenuta, si attende il corredo che non arriva mai. Le nostre note e richieste vanno tutte a vuoto. L’artiglieria è già caricata ed attende solo la macchina che li porti nella nostra bella Italia. Rancio di patate e poco più. Tirem innanc.

domenica 3 marzo 2013

3 marzo 1943

Ordine di cambio località. Ore 6 parto con la compagnia e mi reco a Labedenka. Così siamo più vicini a Slobin e più comodi per il carico. Ci sistemiamo un po’ stretti, però la popolazione come sempre è buona.

sabato 2 marzo 2013

2 marzo 1943

Tanto per cambiare ieri spesa nema, comunque anche qua sembra che suppliscano i borghesi, così si tira avanti. Unico sollievo è che siamo certi di andare presto in Italia. E’ arrivata anche un po’ di posta, ma da casa nulla, speriamo in bene.

venerdì 1 marzo 2013

1 marzo 1943

Luky – La mia compagnia va oltre in distaccamento a 1 km. Nawa Luky così sarò il re del villaggio.

giovedì 28 febbraio 2013

28 febbraio 1943

ore 4,30 finalmente si parte con questo benedetto treno. Il BTG Verona e Val Chiese dopo aver fatto sosta all’aperto sulla neve ritornano indietro per mancanza di posti. 70 uomini per vagone, peggio delle sardine. Arrivo a Gomel prima destinazione, ore 17,¾ si proseguirà ancora per circa 90 km. dopo lunga sosta si prosegue. Arrivo a Slobin (Russia Bianca) ore 3,15 si continua a dormire fino alle 5 poi ci si muove e a piedi raggiungiamo Luky km. 12.

mercoledì 27 febbraio 2013

27 febbraio 1943

Continua l’ottima vita di riposo con le famiglie ucraine, tanto generose e gentili. Arrivano anche un po’ di viveri per noi Ufficiali, ogni anno si ricordano che ci siamo anche noi e che abbisognamo di un trattamento diverso dal soldato. Ore 17 ordine di partenza in treno, ore 17,30 contrordine, alle ore 20,¾ ci si muove definitivamente. Giunti alla stazione il treno non c’è. Sosta quindi per tutta la notte all’aperto sulla neve. Tanto noi siamo abituati, non ne abbiamo ancora abbastanza di quello passato.

martedì 26 febbraio 2013

25 - 26 febbraio 1943

Sosta ottima, popolazione che non pensa che a farci da mangiare e a trattarci bene. Arriva un po’ di corredo e finalmente mi cambio la camicia e mutande, faccio un ricco bagno a scapito dei poveri pidocchi che a divisioni intere devono fare kaput. Borisnie (ragazze) gentilissime e tutte volenterose di venire in Italia cogli alpini e soprattutto col comandante, (re dei re).

domenica 24 febbraio 2013

24 febbraio 1943

ore 3 sveglia – alle 4 si sale sul camion, sembra impossibile e stranissimo agli alpini dopo tanto girovagare procedere in quel modo sollevati da terra. Il tempo è diventato mitissimo e le strade si infangano al massimo e diventano veri corsi d’acqua. Così anche in questo modo la va male per fare 90 km. impieghiamo ben 12 ore e ¾ superato Neshin si arriva a Werkejewka di notte, sistemati alla meglio.

sabato 23 febbraio 2013

23 febbraio 1943

Km. 27 Preluky – ricco paese ucraino. All’arrivo la mia compagnia e la C.C. son destinate a partire subito in treno. Ma come al solito il casino esiste permanente, infatti dopo un kilometro di strada arriva il contrordine. Ritorno indietro e mi sistemo con il BTG, di certo però sappiamo che a piedi è finita e finalmente andremo anche un po’ sollevati da terra. Allegra zinca (appena sposata) ci tratta con i guanti bianchi. A dormire vado in una ricchissima casa ove trovo perfino la radio ed ho la possibilità di sentire un po’ di musica italiana sembra di rinascere e dolcemente m’addormento in un ricco letto dopo tanti travagli.

venerdì 22 febbraio 2013

22 febbraio 1943

Km. 31 Perewolodnoje – Ottimo paese, gli ucraini sono ancora migliori dei russi. Capitano Maggiore Cabassi con un ciao su un biglietto preleva regolarmente un discreto maialino, così l’alimento non manca e ci foraggiamo almeno benone.

giovedì 21 febbraio 2013

21 febbraio 1943

Km. 35 – Oljeczenj Pielzoje - Il Dottore è stato fortunato stavolta noi continuiamo e per fortuna il tempo diventa più mite così anche le strade sono migliori

mercoledì 20 febbraio 2013

20 febbraio 1943

Si continua a marciare dopo 15 Km. si arriva a Romny. Voci di carico. Il solito fortunato 5^ alpini è già partito sollevato da terra. Il dottore con 30 alpini rimane una seconda volta per essere caricato speriamo non si faccia più vedere fino a destinazione. Noi proseguiamo pedibus calcantibus sempre col tempo cattivo, neve e tormenta. Si arriva dopo altri 16 km a Bazmosin. Ottima sistemazione, cuore sempre generoso i russi.

martedì 19 febbraio 2013

19 febbraio 1943

Km. 28 Polaja Kremiza – ancora tempo cattivo. Siam ben sfortunati oltre al continuo pedibus calcantibus. Notizie incerte, l’unica buona che persiste è che noi andremo certamente nella nostra bella Italia. Il generale Nasci assicura che la cartolina scritta da Achtjrka è partita e che inoltre alle famiglie degli ufficiali superstiti lui personalmente ha inviato un telegramma, così almeno loro si tranquillizzeranno.

lunedì 18 febbraio 2013

18 febbraio 1943

Km. 34 – Ljpowaje Dalina - dura marcia per la forte tormenta con abbondante nevicata, comunque gli scarponi tirano avanti con i viveri che trovano nelle case russe, polli, maiali, cliba (pane), kartochs (patate). Al dottore va male per il treno, ci raggiunge a piedi. Organizzazione!!!.....

domenica 17 febbraio 2013

17 febbraio 1943

Riposo, si preparano parte di uomini a partire col treno. Speriamo ne partano parecchi e in fretta carichino anche noi.

sabato 16 febbraio 2013

16 febbraio 1943

Km. 38 Gadiasch – grande città. Comunque il cuore russo sempre buono offre sempre ottimi viveri. Qui tutti abbiamo trovato in abbondanza wodka (grappa). I tedeschi mostrano ancora la loro cattiveria, un morto e due feriti.

venerdì 15 febbraio 2013

15 febbraio 1943

Km. 21 Pawlowka – ricchissimo paese, ben guarnito di viveri e noi lo sfruttiamo brillantemente. Alla partenza si rapisce un maiale di circa 120 Kg. netto, senza l’ottimo pane con burro, miele, uova. I russi sono la nostra vita per quanto riguarda i viveri. Giornata di tormenta e neve in abbondanza.

giovedì 14 febbraio 2013

14 febbraio 1943

Km. 14. Senkaw – sistemati nuovamente male, però ci sono almeno i vetri. La spesa è sempre scarsa. Per fortuna gli scarponi sanno arrangiarsi, e i russi sono di un cuore ottimo e lodevolissimo. I tedeschi sono i soliti prepotenti, vittima un sergente maggiore della “Val Chiese”

mercoledì 13 febbraio 2013

13 febbraio 1943

Si riprende Km. 21 Kamjschi – Arriviamo in un ricchissimo paese fornito di tutto e ci trattano da signori. Io comandante sono il re dei re. Così tiriamo avanti con la nostra buona santa pazienza sperando che un giorno finisca, ora ci trattano bene, Km. sempre pochi ma anche quasi sempre senza spesa.

lunedì 11 febbraio 2013

12 febbraio 1943 - Lonkotowka

Si inizia la serie di marce son moderati Km. 19 Sarenowaje.
Sistemati discretamente, ci si sfama trovando di tutto oche, anitre, maiali ecc., si formano le cucine di battaglione, così ogni tanto avranno un po’ di rancio caldo e buono.

11 febbraio 1943 - Achtjrka

Si riprende con la speranza della ferrovia ma all’arrivo non ci resta che una forte delusione, anzi ci annunciano ben 350 Km. per arrivare ad un probabile carico. Per di più sistemano i soldati in un accampamento veramente schifoso per il freddo. Gli scarponi come sempre si arrangiano. La spesa scarseggia sempre più...

domenica 10 febbraio 2013

9 – 10 febbraio 1943

Riposo le notizie sembrano buone, una marcia di 25 Km. E poi ferrovia, speriamo che non ci tradiscano un’altra volta. In questi due giorni riesco a spidocchiarmi un po’ ed a sistemare un po’ per bene tutta la compagnia.

venerdì 8 febbraio 2013

8 febbraio 1943

Sempre si cammina Km. 37 si arriva a Nowaja Rapina, una tormenta brutale rende ancor più dura la marcia, fortuna che ci sarà riposo così racimolerò i soldati rimasti indietro.

giovedì 7 febbraio 2013

7 febbraio 1943

Km. 35 Grajworon le marce son lunghe ma la spesa scarseggia sempre più e gli alpini si sperdono per strada per manducare.

mercoledì 6 febbraio 2013

6 febbraio 1943

Km. 19 si giunge a Bassowka. La spesa non arriva mai, fortuna che i russi son di cuore buono e le loro case sono ben fornite di tutto, patate, miele, polli e maiali.

martedì 5 febbraio 2013

5 febbraio 1943

Bjelgorad – Tomorewka km. 41 Altro che treno tutte le intenzioni son buone per farci camminare. Vedono che gli alpini tiran sempre.

lunedì 4 febbraio 2013

4 febbraio 1943

Si parte per Bjelgorad. Di qua in treno si andrà nella zona di Kiew. Lungo strada sappiamo che non ci caricano per mancanza di mezzi e che dovremo proseguire ancora a piedi senza nulla di preciso e di chiaro. Volevo ben dire io che ci trattassero un po’ bene!

domenica 3 febbraio 2013

Situazione 53° compagnia "Felina" il 4 febbraio 1943

Situazione al 15 gennaio 1943:

Forza effettiva: 347
Forza presente: 325
Ospedale: 22


Situazione al 4 febbraio 1943:

Forza effettiva: 347
Forza presente: 111
Feriti: 25
Congelati: 47
Caduti: 13
Dispersi: 151

dal registro del personale della 53° compagnia alpina "Felina" ex "Malintesa", Battaglione "Vistù", 6° reggimento Alpini, divisione Tridentina


venerdì 1 febbraio 2013

1-2-3- febbraio 1943

Riesco a precisare che su 347 presenti il giorno 15.1.43 sono caduti 13 di cui due ufficiali, feriti 45, dispersi 151 e solo 110 presenti, in più 37 congelati. Purtroppo un grave lutto colpisce il 6° Alpini. L’ottimo ns. comandante Colonnello Signorini muore d’un colpo. La gente buona e gradita resta sempre poco. Dura esperienza.
Il Maggiore ns. decide di costruire nei pressi di Vestone una cappelletta alla Madonna per la grazia avuta d’uscire dalle mani dei russi ed in ricordo dei ns. cari compagni che tanto generosamente si son offerti per la salvezza dei vessilli della patria.

1 febbraio 1943

Suddivisione degli uomini che arrivano, riprendo il comando della 53^. Lite con il Maggiore e con il Capitano Marcolini perché mi vogliono mandare all’ospedale. Ho vittoria così posso dare la mia opera per i superstiti della Felina.
E’ tutto il lavoro dei giorni:

giovedì 31 gennaio 2013

31 gennaio 1943

Si riprende il cammino dopo poco c’è lo smistamento delle divisioni e poi dei reggimenti, il 6^ va fino a Logowaje. Trovo il Maggiore Comandante e di tutto il BTG per quel giorno non ci aduniamo che un centinaio su 1.500.

mercoledì 30 gennaio 2013

30 gennaio 1943

Si prosegue, ma le mie condizioni con tale vita, non sono di certo migliorate. Grazie a Dio troviamo una slitta con degli alpini del “Val Chiese” e trovo un posticino così la mia pancia si sistema un po’ meglio. Arriviamo fino a Awilowka.

martedì 29 gennaio 2013

29 gennaio 1943

Notte infernale per colica, comunque preme proseguire, oltre la ferita ci voleva anche questa. Ciò che Dio vuole non è mai troppo. Continuo così tutto il giorno alla meglio. Trovo il mio cavallo ungherese e così accelero un po’ il passo. trovo il Capitano Marcolini che mi fa da mamma e papà vedendomi in sì misere condizioni. Si arriva a Benarabbe.

lunedì 28 gennaio 2013

28 gennaio 1943

Ogni tanto ci si chiama per assicurarsi che si è ancora vivi. Alle due sebbene il sonno e la stanchezza sono forti non si resiste più per il freddo e si decide di proseguire. La mia ferita è stata intelligente e non mi dà eccessivo fastidio. Si giunge verso le 7 nelle vicinanze di un caposaldo tedesco. Si sa di essere finalmente fuori dalla sacca. Si prosegue, avviene la suddivisione delle divisioni. Trovo i paisi e purtroppo uno manca all’appello, degli altri le notizie sono buone, speriamo arrivino tutti fino a Vezza. Improvvisamente sappiamo che un caposaldo ungherese ha ceduto ed arrischiamo di essere di nuovo accerchiati. Ormai più nulla di buono e di organico esiste. Si decide di tagliare la corda attraverso i campi, fin’ora abbiamo fatta noi e per ben sei volte la strada, si arrangino un po’ anche i signori fifoni di tedeschi. Si arriva a Towolosanka.

domenica 27 gennaio 2013

27 gennaio 1943

Si prosegue. Per strada vedo parecchi scarponi al sole, eroi del paradiso di Cantore¹. Il buon cappellano Don Pedrini è caduto martire del proprio dovere. Lungo la strada vengono gli apparecchi, colpiscono il retro della colonna; più muli e purtroppo anche degli scarponi. Ormai il “Vestù” ha dato tutto, non si vedono che pochi elementi spersi e sbandati... Sono in marcia col buon Rassega a cui è caduto l’ottimo Renzo, Begni, Cabassi, Dalala. Si sosta in un fienile Sciwka.

¹"Raggiungere il Paradiso di Cantore" è un'espressione con la quale si indica la morte di un Alpino.

Mappa del primo ripiegamento

Con qualche giorno di ritardo, pubblico la mappa del primo ripiegamento verso ovest.
I punti con il punto di domanda sono ricostruiti partendo dalle mappe trovate sul sito Controstoria, e dalla mappa annotata riportata sul sito del 120° Reggimento Artiglieria Motorizzato.


Visualizza 26 gennaio 1943 in una mappa di dimensioni maggiori

Da oggi le fonti cartografiche sono molto, ma molto più scarse, e quindi il lavoro di interpolazione diventa sostanzialmente impossibile.
Le difficoltà più alte derivano dalla traslitterazione poco accurata dei nomi dei paesi, i cui nomi sono originariamente scritti in alfabeto cirillico. Inoltre molti paesi hanno cambiato nome (lo ha fatto anche Nikolajewka, che ora si chiama Livenka, ovvero Ливенка), e non c'è traccia di questi cambi in siti di lingua italiana o inglese.

Comunque una idea generale del percorso del ritorno è presente. Stay tuned!

sabato 26 gennaio 2013

Medaglia d'argento al valor militare sul campo

Il Presidente della Repubblica
con Suo Decreto in data del 9 ottobre 1951.
Visto il Regio Decreto 4 novembre 1932 n° 1942 e successive modifiche;
Visto il Regio Decreto 23 Ottobre 1942 n° 1195;
Sulla proposta del Ministro Segretario di Stato per gli Affari della Difesa;
Ha sanzionato la concessione fatta "sul campo" della Medaglia d'Argento al valor militare coll'annesso soprassoldo di Lire Settecentocinquanta annue al Tenente fanteria a complemento 6° Alpini, btg "Vestone"

Occhi Martino di Giobatta da Vezza d'Oglio (Brescia)
classe 1918

"Comandante interinale di compagnia alpina, la guidava con decisione e perizia all'attacco di un caposaldo nemico. Accortosi che i serventi di una mitragliatrice erano stati messi fuori combattimento si sostituiva ad essi riprendendo immediatamente il fuoco. Ferito, rifiutava di essere allontanato, persistendo nell'azione e guidando i suoi alpini fino al successo. Esempio di valore, abnegazione e dedizione al dovere."
Nikolajewka (Russia), 26 gennaio 1943


26 gennaio 1943

Sappiamo che c’è ancora un ultimo caposaldo russo e ben difeso comunque si prosegue dopo poca strada si sente odor di polvere. Gli alpini fremono dalla voglia di menar le mani. Sembra però che indovinino qualcosa. Vogliono precipitare le cose, appena giunto l’ordine di attaccare scattano come molle. I russi reagiscono in modo fortissimo, iniziano i feriti aumentano sempre ma si prosegue, mi feriscono un port’arma e il porta munizioni. Raccolgo arma e cassetta e proseguo con gli scarponi superstiti e sempre tesi nel buon esito. Una pallottola mi ferisce il braccio destro, maledizione, non son più utile, non mi resta che gridare e dar ordini. Mi rialzo, proseguo, raggiungo le prime case ovunque la guerriglia è intensa. Occorrono rinforzi, invio il Caporal Maggiore Melzani dal Maggiore Bracchi, pochi sono ancora in piedi. Il Tenente Carati raccoglie questi e piega sulla sinistra. A me non resta che curarmi dei feriti, ne raccolgo una decina in una casa, ma due colpi anticarro poco dopo portano via il tetto. Nulla di grave, mi trasferisco in un’altra, raccolgo altri feriti, una trentina e con l’aiuto dell’alpino Dotti della 55^ compagnia di Cosi e Caporale Veraldi iniziamo le prime medicazioni. Nel frattempo i russi hanno la meglio mentre prima stavano per fuggire, viste esaurite le nostre forze riprendono. Dalle finestre ne vediamo parecchi girovagare fra le case e numerosissime sono le scariche di parabellum che si sentono. Numerose sono le sortite dei feriti: Sig. Tenente mi spari piuttosto che lasciarmi in mano ai russi – Sig. Tenente stia sempre con noi, non ci abbandoni. Siberia. Tento di pacificarli, verso sera tardi mi accorgo che i nostri vengono a liberarci. Il morale si rialza, la guerriglia riprende, mi arriva una slitta e dei muli, carico tutti i feriti, purtroppo mi accorgo che uno non risponde più, Marini della 55^ Compagnia. Si raggiunge la chiesa piena di feriti. Trovo il Maggiore e so le prime notizie. S.Tenente Fugalli, S.Tenente Grigio caduti – Tenente Schileo – Tenente Franco feriti – Maggiore stesso ferito ma leggero per fortuna, i superstiti come minimo hanno il cappotto ed anche la camicia bucati. La mia¹ è stata veramente intelligente. Mi trovo un posticino presso a degli artiglieri e loro stessi mi sfamano. Nicholajewka.


¹ quello a cui Martino si riferisce è la pallottola. Che ha per fortuna trapassato il braccio senza ledere né l'osso né nervi, né grossi vasi sanguigni.

venerdì 25 gennaio 2013

25 gennaio 1943

Di notte degli sbandati a causa del forte vento incendiano più case, in una purtroppo rimangono otto cadaveri che non si può individuare. Si prosegue dopo mezz'ora. Sosta, crisi di freddo enorme, credo di non superarla. Brutalità tedesca dopo lunga marcia si arriva ad un’interminabile paese, si cattura un mucchio di miele, improvvisamente dei partigiani sparacchiano ma vengono subito messi in fuga e proseguiamo fino a Nikitowka.

giovedì 24 gennaio 2013

La Voce del Popolo - pagina 13


Vezza d’Oglio

Andrea racconta il diario del nonno a Nikolajewka


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Qualche anno fa, riordinando in casa un vecchio armadio, è stato trovato qualche blocchetto con i diari di Martino Occhi, tenente (poi capitano) degli Alpini, nella 53ª compagnia Felina, del battaglione Vestone del sesto reggimento alpino, classe 1918. Martino Occhi era il nonno di Andrea, il protagonista di questa storia. Andrea, che abita a Vezza d’Oglio, condivide, giorno per giorno sul web, i pensieri del nonno sulla ritirata dalla Russia, durante l’inverno degli anni 1942-1943, e sulla prigionia dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Il primo diario comincia il 16 dicembre 1942, a pochi giorni dalla decisione di ripiegare dal fronte del Don. I quaderni erano stati trascritti dalla zia Emilia e da Carla, la sorella. Perché avventurarsi in un simile progetto? “Le motivazioni principali possono essere trovate – racconta Andrea sul blog www.diariodiguerra.it – nella scarsa conoscenza da parte dei giovani rispetto all’esperienza della Seconda guerra mondiale che, nonostante la quantità di libri pubblicati (partendo da “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern), resta sconosciuta ai più”. Un giovane di oggi dà voce
a un giovane di ieri, di 70 anni fa. Andrea non ha avuto il piacere di conoscere suo nonno. “Questo diario – spiega – è stato per me il modo di entrare in contatto una persona che non ho potuto conoscere; mi piace condividere questa conoscenza nella speranza che questo possa allungare la memoria di quei fatti e di quelle persone”. La curiosità è che ha scelto di pubblicare i pensieri del nonno sul web per raggiungere più persone possibili: “La scelta del blog – continua – deriva dalla forma letteraria dell’originale, il diario. Sono pochi i giorni in cui non viene scritto nulla e questo aiuta a mantenere un certo ritmo narrativo”. Andrea ha iniziato a pubblicare i pensieri giorno per giorno, a 70 anni esatti dalla loro scrittura.

24 gennaio 1943

Di nuovo il “Vestone” è in testa e naturalmente la 53^ avanguardia. Dopo un’ora di strada si avvista un paese ben guarnito di russi. La ns. sorella apre il fuoco, loro rispondono e noi avanti scarponi insuperabili, catturiamo una decina di parabellum e più di un centinaio di prigionieri. La strada sembra libera corrono voci, una tormenta orrenda abbassa fortemente la temperatura. Comunque proseguiamo e ci mettiamo alla meglio in stalle. Malakajewka – Ramankowka.

mercoledì 23 gennaio 2013

martedì 22 gennaio 2013

22 gennaio 1943

Il “Vestone” parte in testa, la “Felina” 53^ di avanguardia. Superato un primo paese senza difficoltà avvistiamo parecchi automezzi e mezzi corazzati. Comunque siamo decisi a tutto o la va o la spacca. Avvistate più postazioni e molta gente dopo un ben nutrito fuoco di artiglieria con i carri armati tedeschi fifoni attacchiamo e li mettiamo in fuga, occupando il paese, catturando 3 fucili mitragliatori, 1 mitragliatrice, 1 parabellum, 2 carri armati e una trentina di prigionieri. Si prosegue perlustrando case e catturando latte, miele e galline a volontà. Giornata trionfale però purtroppo tre mancano all'appello, Donini Angelo (di Teofilo), Colle Bruno (di Antonio), Antoniazzi Erminio (di Marco Giacomo) in più sette feriti. Si arriva a Schelliachino.

lunedì 21 gennaio 2013

21 gennaio 1943 - Krausowka

A mezzanotte allarme. Dei partigiani tentano di prenderci nel sonno ma hanno la peggio. Si parte, trovo il paiso Bortolì Motoi sta bene come pure tutti quelli di Vezza. Siamo proprio fortunati... Si arriva a Krausowka e dopo breve combattimento del “Val Chiese” si sosta nel paese. Si vive di rapina per fortuna le case son ben fornite di galline, maiali, pecore ecc...


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domenica 20 gennaio 2013

20 gennaio 1943

Giornata intensissima, al mattino i Russi ci attaccano alle spalle, la 54^ compagnia del Vestone viene quasi al completo fatta prigioniera, si salvano il capitano tenente Carati e s.tenente Danda con pochi alpini. Noi partiamo con la bandiera del RGT per far la strada. Dopo un’ora di strada unitamente al “Verona” e al “ValChiese” attacchiamo i russi, li mettiamo in fuga, occupiamo Postojalyi si prosegue e alla sera con una piccola manovretta si occupa Charkowska. Si sosta in una scuola russa, freddo cane.

sabato 19 gennaio 2013

19 gennaio 1943

Si rimane tutto il giorno a Opit si sa che siamo circondati. Però gli scarponi non tremano sapranno farsi strada e riportare le loro bandiere ai patrii lidi. Si vivono momenti specialissimi.

venerdì 18 gennaio 2013

18 gennaio 1943

Notte di continua marcia. Grande confusione fra 5° alpini e 6° alpini e artiglieria Km 55 si arriva a Podgornoje, ma con pochi uomini. Nessuno indica qualcosa. Sul tardi si trova il Maggiore. Si rientra alla Tridentina e al 6° alpini, ci rimangono ancora 15 Km per andare a Opit. Anche qua il casino aumenta per presenza tedeschi e ungheresi.

giovedì 17 gennaio 2013

17 gennaio 1943

Calma e tranquillità, voci di ritirata speriamo di no. Fronte calmo. Si fa sentire la voce di Stalin, ma le nostre artiglierie alle prime salve la mettono fuori uso. Alla sera improvviso arriva l’ordine di ritirata, si deve ripiegare fino a Podgornoje.

mercoledì 16 gennaio 2013

16 gennaio 1943

Notte calmissima. Alle sette dopo con intenso tiro d’artiglieria loro attaccano, un reggimento circa, ma nulla da fare ne facciamo tra noi e l’"Edolo" un macello. Ben pochi di loro riescono a salvarsi. Caduti ns. S.Maggiore Simula F., Caporale Posato, Alpino Bonera A., feriti Capitano Givanni, S.Tenente Nasari, tutti per colpi d’artiglieria però son stati ben vendicati. Nel pomeriggio ritentano un nuovo colpo ma vengono ugualmente massacrati. Prendo il comando della compagnia. Ne sarò degno e capace?

martedì 15 gennaio 2013

15 gennaio 1943

Notte calma, una pattuglia dell’Edolo va oltre ma purtroppo non rientra. Subentra un intenso duello di artiglieria, la baracca dei mitraglieri viene collaudata. Un colpo arriva anche nel camminamento ma tutto va benone. Speriamo continui sempre così. Freddo intenso credo che nella mattinata i -40 gradi siano stati vicinissimi. In due minuti le scarpe si congelano comunque gli scarponi san sempre difendersi.

lunedì 14 gennaio 2013

14 gennaio 1943

Notte calmissima, di giorno arrivano qualche colpo di tubo numerosi di raspo ed anticarro. Comunque tutto bene, le postazioni son solide. La posta non arriva da parecchi giorni. Si tira avanti giorno per giorno sperando. La temperatura è bassissima.

domenica 13 gennaio 2013

13 gennaio 1943

Notte d’allarme. Verso mattina si accentuano le cose. I Russi dovrebbero attaccare alle 4. Ore 3 ¾ le ns. artiglierie aprono il fuoco loro non rispondono. Subentrano due ore di attesa silenziosa con un freddo rigidissimo bastan pochi secondi per congelarsi la barba. Le piante d’intorno bianche sembra che da 5 giorni abbia nevicato. La temperatura scende anche di giorno i -30 son di certo superati.

sabato 12 gennaio 2013

Giornale di Brescia - pag. 17

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In rete la memoria di Nikolajewka

Su internet, giorno dopo giorno, i diari di guerra del tenente alpino Martino Occhi di Vezza


La memoria dello Scarpone viaggia nella rete. Ha attraversato le steppe della Russia sfidando i cannoni dell'Armata Rossa, ha resistito alla brutalità dei lager nazisti in Polonia e in Germania, poi ha dormito in un cassetto a Vezza d'Oglio, quindi è stata svegliata per essere diffusa in internet, nel sito www.diariodiguerra.it. È la guerra raccontata da Martino Occhi, tenente della 53esima Compagnia del Battaglione Vestone, Divisione Tridentina. Un orgoglioso «scarpone», come lui stesso chiamava in gergo gli alpini. Martino, classe 1918, è morto nel 1980 dopo una vita come maestro elementare a Vezza, Grano e Tu. Il suo foglio matricolare: in divisa nel 1938, sul fronte francese nel 1940, in quello greco-albanese nel 1941, in Russia nel 1942, prigioniero dei tedeschi dopo l'8 settembre 1943 internato nei campi di Deblin Irena (Polonia) e Mappen (Germania). Martino aveva tenuto un diario degli eventi su tre taccuini, scritti a matita e inchiostro in due periodi: dal 16 dicembre 1942 al 16 marzo 1943, dall'8 settembre 1943 all'aprile 1945. Una cronaca del disastro in Russia nel primo libretto, il racconto della prigionia negli altri due. L'idea di mettere in rete i diari è venuta al nipote di Martino, Andrea, 32 anni, laurea in ingegneria, responsabile dell'area informatica della Confartigianato di Brescia. «Non ho conosciuto mio nonno, morto il giorno in cui mia madre seppe di aspettare me, però ne ho sentito tanto parlare». In famiglia si sapeva di quei diari, «ma mio nonno non raccontava mai nulla della Russia e dei lager: "La gente non mi crederebbe" si giustificava. Si apriva soltanto - dice Andrea - con chi aveva vissuto la stessa esperienza». Nel 1997 zia Emilia, figlia di Martino, decide di trascrivere quei testi scoloriti, vergati di fretta, in situazioni precarie. L'opera viene finita da Carla, sorella di Andrea, il quale realizza il progetto: pubblicare i diari del nonno in occasione dei 70 anni dalla scrittura. Non un libro, ma un blog: «Perché internet non pone problemi di spazio e consente una narrazione giorno per giorno». Andrea, infatti, segue la cadenza quotidiana della cronaca di Martino, interruzioni comprese.
Poche, in verità. Nel periodo russo il tenente Occhi salta solo quattro giorni. Le pagine più intense sono quelle dedicate alla battaglia di Nikolajewka, il 26 gennaio 1943.
Andrea ci anticipa qualcosa, rimandando la lettura integrale del diario alle date giuste. Nel libretto, il primo febbraio, Martino Occhi annota le perdite subite dalla sua Compagnia: al 1 ̊ gennaio gli effettivi erano 347, dopo lo scontro coi russi che permise agli italiani di rompere l'accerchiamento, si contarono 13 caduti, 45 feriti, 151 dispersi (alcuni morti, altri sbandati), 37 con problemi di congelamento, 110 presenti. All'udire il resoconto, registra Occhi, il suo colonnello morì di infarto; un maggiore promise di erigere una cappella alla Madonna nei pressi di Vestone come segno di riconoscenza da parte degli scampati. Durante la battaglia Martino venne ferito. Si guadagnò la medaglia d'argento: «Comandante interinale di compagnia alpina - si legge nella motivazione - la guidava con decisione e perizia all'attacco di un caposaldo nemico. Accortosi che i serventi di una mitragliatrice erano stati messi fuori combattimento, si sostituiva ad essi riprendendo immediatamente il fuoco. Ferito, rifiutava di essere allontanato, persistendo nell'azione e guidando i suoi alpini fino al successo. Esempio di valore, abnegazione e dedizione al dovere». Il 1 ̊ settembre 1942, invece, aveva avuto sul campo una medaglia di bronzo per uno scontro a Kotowkij, sempre in Russia.
«I giovani di oggi non conoscono i sacrifici dei loro nonni o bisnonni che fecero la guerra» dice Andrea: «Perciò ho deciso di pubblicare i diari. È giusto far conoscere quelle esperienze». Martino, tornato dalla Russia in marzo, fu sorpreso dall'8 settembre mentre si trovava con la sua Compagnia a Colle Isarco: «Ho un presagio di non lieti eventi» scrisse sentendo alla radio il comunicato del maresciallo Badoglio. In effetti... I comandanti ordinarono di consegnare le armi ai tedeschi, ufficiali e soldati finirono ad Innsbruck, poi nei campi di Deblin Irena e Meppen.
Non accettò mai di collaborare con i nazisti. Nell'aprile 1945, la liberazione. Martino Occhi tornò nella casa di Vezza a luglio. In prigionia, confidandoli al diario, aveva fatto tanti progetti per il futuro di pace, come comprarsi una cascina nella Bassa. Invece fece il maestro per una vita.
Enrico Mirani






TRE TACCUINI PER RACCONTARE LA RUSSIA E IL LAGER IN GERMANIA

Ecco i tre taccuini in cui Martino Occhi ha registrato, giorno per giorno, gli avvenimenti della guerra dal 16 dicembre 1942 al 16 marzo 1943 e dall'8 settembre 1943 all'aprile 1945. Sono rimasti per decenni custoditi in un cassetto nella casa di Vezza d'Oglio fino a quando la figlia Emilia e la nipote Carla hanno deciso di trascriverli. Sono una preziosa testimonianza della ritirata di Russia e della prigionia in Germania.

L'UFFICIALE DEL «VESTONE» IN ARMI DAL 1938 AL 1945

Le mostrine di Martino Occhi,tenente (poi promosso capitano in Russia) della 53esima Compagnia alpini del Battaglione Vestone, Divisione Tridentina. Classe 1918, chiamato alla leva nel 1938, è stato sul fronte francese, su quello greco-albanese e russo. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 è stato internato nei campi di prigionia di Deblin Irena (Polonia) e Meppen (Germania).

LE CRONACHE ON LINE GRAZIE AL NIPOTE ANDREA

Andrea Occhi, 32 anni, è nipote di Martino. Ingegnere informatico, ha scelto di pubblicare il diario del nonno sul sito appositamente creato www.diariodiguerra.it. Ha preferito la rete ad un libro per questioni di spazio e per poter offrire il diario ai lettori giorno per giorno, in una cronaca viva. Martino Occhi, maestro, è morto nel 1980; era orgoglioso di essere alpino, fu tra gli animatori delle penne nere di Vezza.


«I russi ci chiamano briganti e ci temono»

«Passa la notte con me un ufficiale di fanteria. Povera Italia ha freddo a stare al fuoco. È di Roma». È il 21 dicembre 1942 e il tenente Martino Occhi, insieme ai fatti salienti della giornata, annota sul suo taccuino il severo giudizio. È orgoglioso di essere un alpino. Il 27 dicembre scrive: «Un altro ufficiale di fanteria pernotta con me. Ma cosa ne fa l'Italia di certa gente? Ci vogliono gli alpini per riuscire a combinare qualcosa di buono». Due giorni dopo: «Giunge un terzo ufficiale di fanteria ad imparare un po' come vivono gli scarponi», vale a dire le penne nere. L'ultimo giorno del 1942: «I russi chiamano gli alpini briganti e ci temono. Veramente possiamo affermare di essere i migliori soldati del mondo in combattimento. Vedi quelli del Cervino, attaccati ai carri armati con gli sci vanno all'assalto. Quelli della Julia si difendono a bombe a mano dalle torrette dei carri armati».
Qualche volta si abbraccia un amico. Come il 20 dicembre: «Arriva a trovarmi il paiso Zampatti Clemente, come si vedono volentieri dopo tanto tempo che non incontro un vezzese. Quante cose abbiamo raccontato». Dopo alcuni giorni di calma intorno a Natale, riprendono gli scambi a fuoco. Il 30 dicembre: «I nostri mortai continuano l'aggiustamento, loro rispondono e prendono in pieno un nostro rifugio. Fusi Giovita vittima sul campo, il miglior scarpone della compagnia, Contrini Remo ferito gravemente muore andando all'ospedale. Vivenzi Italo pure ferito grave ma sembra sicura la vita». Il 4 gennaio 1943: «Nella mattinata con pezzi anticarro loro colpiscono i nostri tre caposaldi però nulla di grave, vengono fatti tacere dalle nostre artiglierie». Si avvicina la
battaglia di Nikolajewka. Seguite tutto su www.diariodiguerra.it.



12 gennaio 1943

Notte calmissima sebbene nel retro ci sia molta fifa. Di giorno loro si divertono a tirare a più non posso con tubi – anticarro e raspi. Ma alla Felina nulla di nuovo. Fin che va così la va benone. Avran tirati almeno un centinaio di colpi. Non risparmiano tanto, son ben ricchi in ns. confronto in questo campo.

venerdì 11 gennaio 2013

11 gennaio 1943

Notte discretamente calma, di giorno i Russi sparano parecchi e svariati colpi di tubo e cannone ma tutto va a vuoto. Fin che va così andiamo benone, giornata di neve. Quanto è triste il paesaggio russo d’inverno. Che vita da romiti devono fare queste povere popolazioni? Paesi distantissimi, orientamento difficilissimo, clima rigido, tormenta fortissima. Non c’è che rimanere intanati in attesa della primavera. Ma quanto è lungo l’inverno? E’ veramente generale di nome e di fatto.

giovedì 10 gennaio 2013

10 gennaio 1943

Notte e giornata calmissima inizia a nevicare. E’ un bene così si celano bene i nostri lavori. Il pane arriva scarsissimo 400g. soltanto, è pochissimo per della gente che sta di vedetta 16 ore su 24. Speriamo si cambino i camoristi del retro linea. Vengano qua a fare i grossi. Da otto giorni mancano anche le sigarette. Alla sera intenso tiro dei mortai e anticarro su Brescia (Edolo) e un po’ anche su di noi. Qua fortunatamente tutti a vuoto. Nella notte un pattuglione loro tenta un colpo di mano su Brescia. Ma da bravi scarponi san picchiar sodo. Non son pronti a lasciarsi portar via. Carpito un Russo, 27 anni in gamba tutto desideroso di finirla. Badei rimane ferito da una pallottola ad una spalla. Sembra una cosa piuttosto seria.

mercoledì 9 gennaio 2013

9 gennaio 1943

Nulla di notevole. Le voci sono piuttosto misere. Speriamo che sia la verità che i Russi stan giocando l’ultima carta e che quest’ultima carta i briganti riescano a carpirla. Contrariamente sembra vada in Africa.

martedì 8 gennaio 2013

8 gennaio 1943

Sempre calma ovunque. Così speriamo continui per parecchio. Loro fan dei tiri da dietro 49, con l’anticarro però non su noi ma al comando BTG e verso le cucine. Nuovi lavori nella baracca diventata come il duomo di Milano.

lunedì 7 gennaio 2013

7 gennaio 1943

Loro festa, ma non si fanno vivi. Non si azzardano più a far dei tiri dal limite del bosco. Sparano ugualmente coi tubi però ma dall’interno del bosco. Arrivata ancora della posta speriamo continui. Diminuzione pane e razioni le sigarette mancano al completo. Poveri diavoli quelli che le desiderano e non possono far senza.

domenica 6 gennaio 2013

6 gennaio 1943

Epifania di guerra. Si mangia una pastasciutta peggiore di quella dei soldati. Notte e giornata calmissimi. Si sistemano e rinforzano le postazioni ed i rifugi. Si fa il tutto, per il tutto. Ai Russi la va male quest’anno. Ci son gli alpini o meglio i briganti. Col loro coraggio si son fatti 8.000 prigionieri e presi o distrutti 1.300 carri armati, 1.500 cannoni e pezzi anticarro.

sabato 5 gennaio 2013

5 gennaio 1943

Notte calmissima. Ritentano il colpo con gli anticarri e proprio contro il sottoscritto. Ma immediatamente mi appello alla ns. sorella. La quale con pochissimi colpi fa saltar per aria il loro pezzo ed anche le postazioni multiple antistanti (62). La mia opera di direttore ed osservatore del tiro è stata perfetta e micidiale.

venerdì 4 gennaio 2013

4 gennaio 1943

Notte calma. Si esce da pattuglia, davanti a Fugalli per un lavoretto. Si fanno i preparativi e si prevede tutto bene.
Nella mattinata con pezzi anticarro loro colpiscono i ns. tre caposaldi però nulla di grave, vengono fatti tacere dalle ns. artiglierie.

giovedì 3 gennaio 2013

3 gennaio 1943

Ancora calma, nella mattinata i ns. aggiustano il tiro. Lo sbarramento è ottimo. Nel pomeriggio loro rispondono parecchi colpi giungono a poca distanza dalla ns. postazioni alcuni a pochi passi per fortuna nulla di grave. Si avvistano davanti a noi carri armati (tartarughe) e truppa in spostamento verso sud.

mercoledì 2 gennaio 2013

2 gennaio 1943

Notte calma passata col Capitano Givanni. Il tempo diventa caldo la neve si scioglie e il fango cresce in abbondanza. Dopo 20 giorni finalmente arriva la posta. Ne ricevo ben 27, più di così si muore.

martedì 1 gennaio 2013

1 gennaio 1943

Anno nuovo, vita uguale, giornata solita e calma. Viene a trovarmi Zampatti e passiamo la giornata discorrendo di Vezza, quanti ricordi e progetti per l’avvenire! Speriamo si avverino almeno in parte. Il cecchinaggio continua la sua opera di stillicidio. Due feriti alla 54^.