mercoledì 26 novembre 2014

26 novembre 1944

Giornata grigia e fredda, influisce anche sul morale piuttosto freddo per mancanza di notizie da casa e di pacchi per viveri. Le notizie sulla guerra sebbene discretamente sufficienti per i nostri desideri di una presta fine ci lasciano sospesi per non essere delusi da un nuovo arresto di fatti conclusivi. Bettani scelto per la partenza per Wissendorf. Morandini lo seguirà così noi rimaniamo soli nella nostra stanzetta, amici di meno e più triste assai la vita. Il buon Pedrini è anche lui in ribasso di morale sia per la salute che gli è poco favorevole che per la mancanza di viveri che anche la sua combricola ormai va sentendo. Si tira così tutti a campà strastanchi di questa vitaccia da numeri e null’altro, trattati peggio di bestie. Inutili ma purtroppo continui ed insistenti gli interrogativi sulla fine e sul nostro avvenire in un domani e sulla vitaccia che conduciamo. Da vari giorni non ci salan più nemmeno il rancio. Era già immangiabile per i generi che lo componevano; figuriamoci ora quale gusto può avere. Purtroppo si deve mangiarlo ugualmente altrimenti … Quando finirà? … A che punto ci vogliono condurre questi cruchi maledetti? Che Iddio venga noi in aiuto e affretti la fine di tutte queste molteplici tristi situazioni. Vedi le povere donne polacche, i bimbi polacchi e le prime in parte in condizioni imbarazzanti devono ugualmente fare la nostra stessa vita.

martedì 25 novembre 2014

25 novembre 1944

Giungono sempre pacchi e posta ma il tutto per me continua ad essere un arcaismo. Giunte grandi voci da Radio Londra si parla nientemeno di ordine d’abbandonare le armi pesanti ad Ovest del Reno, evacuata Strasburgo. Tutti ne deducono la fine prossimissima, sarebbe straora poiché non ne posso proprio più di questa vita in comune ed in queste pessime condizioni. Ormai alla fame si è fatto anche un po’ il callo ma subentra troppo di frequente lo spirito che non tollera più nulla, son sempre nero. Preoccupato anzitutto per il mio avvenire nell’ambito della mia famiglia in merito a quanto mi ha comunicato nella sua ultima lettera Bice. Unico conforto è la provvidenza divina in cui sempre ho fede e sollievo. Speriamo che colla fame per l’abitudine non faccia la fine di quel tal asino. Il Martino del settembre 1943 sarà ben difficile rifarlo ci vorrà del tempo e soprattutto non disagi spirituali.

sabato 22 novembre 2014

22 novembre 1944

Vado perdendo ogni buona abitudine anzitutto diminuzione della pratica religiosa. Qui ci son tante comodità ed il mio fisico si antepone con la sua debolezza alle necessità spirituali. Ciò dipende dal comporsi delle cose. Il pessimismo ha pervaso il campo, gli eventi lo confermano. Nuovo cambiamento di campo in vista già partiti: Aprili, Belleri, Pittavino, Branbilla, Rabbia ed anche il buon Bozzanella col suo ottimo carattere sempre allegro e di un’umiltà profondamente grande per il futuro. Così ho un amico di meno uno che nei momenti più oscuri ha saputo sollevarmi vedi Dobbin, Wesuwe. Ogni giorno piove e fa freddo. Acqua manca continuamente, posta e pacchi sebbene ne arrivino continuamente per me nulla e ora nulla anche per i miei colleghi di vita culinaria. Si prevede così un Natale simile a Dobbin in quanto riguarda i viveri se non peggio. Passo il tempo in lavori vari da calzolaio a sarto a costruttore di zaini alpini. Anche in questi ho modo di constatare quanto siano deficienti le mie condizioni fisiche rispetto all’anno scorso in quel di Dobbin. Procuro così un po’ di tabacco per i fumatori Erme e Gigi. Costruiti e riusciti ottimamente 1 paio di pantaloni a Fanetti; pullover, pantofole, zoccoli, cappucci ecc. sono le mie occupazioni ma quanto mi preoccupa questo continuo prolungarsi della vita fra i reticolati! Come sarà e quando il mio ritorno a casa. Che Iddio mi aiuti a contenere i miei nervi in un limite onesto e umano e mi consigli per il meglio. Quanto sarei contento di essere vicino a mia sorella Bice ora che sta attraversando un periodo così critico e difficile nella sua vita. Che la nostra cara mamma la illumini per il meglio. Siam ormai alle corte coi viveri, fatta stasera l’ultima polenta. Non ci rimane che un paio di kg di riso ed 1 salame. E che polenta. Le mie galline certo la rifiuterebbero. Polenta per 6 con 2 kg 400 di patate e 800 g. di farina di granoturco mista con farina di grano saraceno (formentù).

mercoledì 12 novembre 2014

12 novembre 1944

Sorteggio partenti per Wissendorf:  5 del nostro gruppo. Aprili, Belleri, Rabbia, Brambilla, Pittavino. Ingiustizie anche in questo campo da parte del Colonnello Angiolino. Passo le giornate lavorando. Pantofole Bernini, riparazione scarpe Tenente Negri dell’Aprica, zaino buon Pedrini ecc …

martedì 11 novembre 2014

11 novembre 1944

Continua l’umorismo nero per la notizia avuta dalla sorella Bice. Castelli e pensieri inerenti ai programmi sopraccitati. S. Martino 6° onomastico sotto mamma naia, non voglio fare alcun preventivo per il 7° … Primo mattino di gelo. Almeno continuasse così, il freddo secco è sano e si soffre meno sebbene più intenso. I miei colleghi Gianni, Garattini, Tognù, Fanetti e Faustinelli festeggiano con me la mia ricorrenza. A Vezza avran fatti i famosi casonsei per noi c’è un po’ di differenza. Comunque han fatto di tutto per rendermi allegra la giornata e per farmi passare l’umorismo nero che non ho saputo nascondere in seguito alla notizia degli interessi famigliari.

domenica 9 novembre 2014

9 novembre 1944

Tempo umido e piovoso arrivata la lettera di Bice con la notizia che dal febbraio scorso non va più a Vezza. Non ne so il motivo certamente per questioni di disaccordo fra Bortolo e Giuseppe. Causa ne saranno senz’altro ed in pari merito le due cognate. Così addio programmi e castelli di società Fratelli Occhi. Pazienza, appena sarò a casa con calma e sincerità massima esporrò i miei programmi. Che Iddio e la nostra cara mamma illuminino le nostre menti in modo da sistemare subito, per il meglio e definitivamente ogni cosa. L’unica sarà una subita divisione di averi e carichi precisa e così mettere preventivamente i puntini sugli i in ogni particolare. Sarà bene che mi divida prendendo o sede in Bagnolo e seguire programma conduzione di quel fondo. Oppure ottenere per me Bagnolo, continuare a lasciarlo in affitto ed io prendere un qualche impiego magari quale insegnante in quel di Vezza. Così potrei sfruttare i prodotti della pianura per mie necessità famiglia e condurre in tutto i miei programmi per quanto riguarda i giovani di Vezza.

sabato 8 novembre 2014

8 novembre 1944

Nulla da segnalare, giunti pacchi e posta ma il tutto per me è un arcaismo vero e proprio. Tempo orrendo fanga oppure vento forte e freddissimo. Costruite un paio di pantofole al buon Diego Salan e riuscite ottimamente bene. Voci di nuove insistenze per il lavoro; ma con me non avranno nulla da fare duro fino alla fine. Voci di occupazione in massa dai Tedeschi della Val Camonica e con requisizioni varie, spero che i miei se la cavino alla meno peggio.